La 107^ edizione della Classicissima se l’aggiudica il francese Dèmare precedendo l’inglese Swift e il belga Roelandts. Sfortunato il colombiano Gaviria, è caduto sul rettilineo finale quando era ancora in posizione per giocarsi la volata. I super favoriti della vigilia Peter Sagan, Fabian Cancellara e Alexander Kristoff sono stati protagonisti fino alla fine.
Vittoria in volata per il 25enne francese Arnaud Dèmare che percorre i 293 km della Milano – Sanremo in 6h54’45’’, alla media di 42,676 km/h. Démare è il primo francese a vincere la Milano-Sanremo dopo Laurent Jalabert nel 1995. Una frana ha costretto l’organizzazione a cambiare il percorso e deviare i corridori sull’autostrada A10 per nove chilometri, portando il chilometraggio totale della gara a 293 km invece dei 291 previsti. Una caduta a 30 chilometri dall’arrivo ha condizionato Michael Matthews, un altro dei favoriti della vigilia. Sul Poggio un paio d’attacchi hanno messo in luce nell’ordine Andrea Fedi (Southeast-Venezuela), Michal Kwiatkowski (Team Sky) e Vincenzo Nibali (Astana Pro Cycling Team), che ha giocato le sue carte in discesa. Kwiatkowski è stato l’ultimo attaccante ripreso prima della volata, lanciata a più di un chilometro dall’arrivo da Edvald Boasson Hagen e poi dallo stesso Roelandts. Il vincitore della corsa, Arnaud Demare, ha dichiarato: “Ho pensato che dopo la caduta fosse tutto finito, però dall’ammiraglia mi hanno detto che il gruppo di Michael Matthews era subito dietro di me e che non dovevo preoccuparmi. William Bonnet era con me, avevo delle gambe fantastiche sulla Cipressa e uno dopo l’altro ho trovato per strada i miei compagni di squadra Matthieu Ladagnous, Kevin Reza e Ignatas Konovalovas che mi hanno rimesso in buona posizione ai piedi al Poggio. Pensavo di aver speso tanta energia eppure ho scalato il Poggio molto bene nonostante gli sforzi fatti prima. Tutti erano cotti ed io non avevo nulla da perdere. Ho lanciato la mia volata da lontano come sempre, avevo perso il filo della corsa, non ero neanche sicuro che tutti gli attaccanti fossero stati ripresi. Sono state le macchine che aprono la corsa a suggerirmi che ero davanti e stavo facendo la volata per la vittoria. Pensavo di aver bisogno di maggior esperienza prima di mettere il mio nome sulla Milano-Sanremo, una delle cinque classiche che tutti i ciclisti sognano di vincere“. Anna Ammanniti




