Domani il Rettore dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, prof. Giovanni Betta esporrà al territorio e alla comunità accademica le ragioni che hanno portato alla mobilitazione degli atenei italiani per rilanciare ricerca e alta formazione.
Una video grafica illustrerà in sintesi lo stato dell’arte dell’università italiana, le urgenze di cambiamento da affrontare e le conseguenti sfide che gli atenei italiani porteranno avanti a partire dal 21 marzo, data/simbolo della protesta. Verrà anche proiettato un video animato sul rapporto fra università e imprese, realizzato dalla CRUI nell’ambito dei lavori dell’Osservatorio Università-Imprese.Seguirà un incontro/dibattito di riflessione aperto ai docenti, al personale tecnico amministrativo, agli studenti, ai rappresentanti delle Istituzioni, delle imprese e della stampa. Dal 2008 il sistema universitario italiano è soggetto a tagli lineari e progressivi delle risorse.Una scelta politica trasversale che, in coincidenza con la drammatica crisi globale e l’adozione di una radicale riforma organizzativa, si è tradotta nella perdita di oltre 10.000 posizioni di ruolo solo tra quelle per docenti e ricercatori, ovvero tagli superiori al 13% del totale quando la media nel settore pubblico è stata ad oggi del 5%.Ma non solo. I tagli continui al fondo di finanziamento ordinario, l’assenza di un convinto investimento pubblico e privato nella ricerca e nell’alta formazione universitaria hanno determinato l’impossibilità di avviare nuovi percorsi di ricerca e di alta formazione, di
