Class action contro le polveri sottili a Sora: rigettato il provvedimento d’urgenza. La decisione è del Tribunale civile di Cassino, che, martedì pomeriggio, dopo una lunga istruttoria ha respinto il ricorso presentato, tramite l’avvocato Massimiliano Contucci, da oltre cento cittadini di Sora i quali, quasi due anni fa, lamentando sforamento di polveri sottili, si sono rivolti al giudice Sordi e chiamato in causa la Burgo Goup Spa, ma anche il comune di Sora, la Provincia di Frosinone e la Regione Lazio.
Ma i cittadini non demordono e pensano al reclamo al tribunale in composizione collegiale e all’avvio del processo di merito. Una vicenda complessa, meglio procedere con ordine.
Nell’atto con il quale era stato proposto il provvedimento cautelare si chiedeva il fermo dell’impianto cogenerativo-turbogas per l’installazione di speciali filtri dal camino della centrale turbogas, ma anche per l’illegittimo rilascio dell’Aia (Autorizzazione Integrale Ambientale).
“Fermo da attuarsi fin tanto – si leggeva nel documento – che l’azienda Burgo Spa non termini i lavori di adeguamento dell’impianto cogenerativo con l’apposizione di filtri anti particolato fine PM2,5 e altre sostanze principalmente inquinanti e lesive della salute umana e dell’ambiente”.
Tra le misure chieste al giudice c’era anche l’atto la richiesta alla Regione Lazio d’installazione di una centralina fissa di monitoraggio della qualità dell’aria di Sora e l’adozione di tutti i provvedimenti contingenti ed urgenti necessari e sufficienti al raggiungimento del risultato di contenimento delle soglie di inquinamento nei limiti di legge”.
In giudizio si è costituito il comune di Sora ha dichiarato che i rilievi non sono di sua competenza in ordine ai controlli legati all’emissione di polveri sottili, poiché il rilascio dell’Aia è di esclusiva competenza della Provincia. Quest’ultimo ente, costituitosi i giudizio, ha invece, sostenuto di “ aver rilasciato l’Aia dopo rituale istruttoria e di aver effettuato i prescritti controlli e intimato alla Burgo di aver intimato la messa a norma del camino turbogas”. La regione Lazio è stata contumace. Mentre la Burgo ha sollevato eccezioni in ordine alla legittimazione attiva dei ricorrenti e la carenza dei presupposti essenziali del provvedimento d’urgenza.
Nel corso dell’istruttoria è stata acquisita documentazione inserita in un fascicolo d’indagine penale (oggetto di altro procedimento dinanzi al Gup del Tribunale di Cassino), per cui dalla valutazione di tutti gli atti il giudice ha ritenuto non sussistere gli elementi del provvedimento d’urgenza ed ha rigettato il ricorso.
“Sicuramente non finirà qui”, hanno fatto sapere i cittadini tramite l’avvocato Contucci. “Si sta valutando il reclamo ma anche all’avvio del giudizio di merito, quella appena conclusa davanti al giudice Sordi, infatti, è solo la fase cautelare”, ha concluso l’avvocato Contucci.
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