Non ha dubbi, per rilanciare la Città occorrono idee chiare e tanto coraggio, per fare questo occorre osare e puntare su un gruppo che abbia un unico obiettivo: Cassino. Punta di diamante Francesco Mosillo. Sarah Grieco donna del Pd non ha dubbi, sulla leadership e si schiera con Mosillo.
“Sono anni che sacrifico parti importanti del mio tempo per la mia passione politica. Ho due bimbe piccole,una famiglia, impegni universitari e una professione da avvocato che, come si sa, è sempre in salita. Eppure da quella lontana telefonata con cui il caro amico Franco Assante, scomparso da qualche anno ma che rimane sempre il mio faro, mi chiese di iniziare a partecipare alla vita di quel nuovo partito progressista e moderno che sarebbe nato a breve col nome di PD non ho più smesso di partecipare a riunioni, promuovere iniziative, conoscere le persone e i loro problemi” esordisce Grieco. Poi aggiunge: “Devo moltissimo al mio partito che mi ha consentito di interfacciarmi con personaggi importanti come Gasbarra negli anni in cui sono stata al suo fianco in segreteria regionale, di confrontarmi in pubblico con parlamentari europei del calibro di Gianni Pittella, di conoscere personalmente politici di grande spessore umano e politico. Perché non sempre chi fa politica è “inquinato”; ognuno può mantenere un suo stile in quello che fa. E se sei corretto e onesto lo puoi rimanere anche occupandoti della cosa pubblica. Ho condiviso tante belle e appassionanti sfide anche con gli amici dell’Associazione Democratici per Cassino che mi hanno dato tanto in termini di fiducia e amicizia”.
Ma non risparmia nemmeno uno guardo al passato. “Le scorse amministrative ho fatto una scelta chiara e dolorosa perché non era in linea con quello che i vertici del mio partito avevano deciso : sostenere il Sindaco Uscente Golini Petrarcone. Decisi di non candidarmi di persona, però lavorando per la squadra come ordinatore della lista del sindaco, I democratici. Ho partecipato senza risparmiarmi dall’inizio della campagna elettorale fino alle sue fasi finali. Oggi però sento che Cassino è ad un momento di svolta: possiamo risalire o sprofondare e perdere in termini di competitività, lavoro, vivibilità. Ed io vorrei finalmente mettere in pratica tutto quello che in questi anni ho sostenuto con forza: rilanciare il ruolo dell’Università, creare una Commissione Europa ad hoc per reperire i fondi nazionali ed europei, adeguarci ad altre città italiane ed europee che nell’arco di alcuni anni si sono sapute trasformare in città intelligenti con una migliore qualità della vita per tutti. Mi piacerebbe che i ragazzi, come quelli de LACITTACHEVORREI non facessero il conto alla rovescia per finire gli studi ed andare via ma dessero alla loro città una possibilità per realizzare i loro progetti di vita e di lavoro.
Ma come sperarlo se non si ha il coraggio di “rigenerarla” veramente questa città? Uso un termine forte come “rigenerazione”, perché abbiamo bisogno di un cambio di passo concreto; si ad un progetto realistico a breve periodo che guardi al decoro, – strade pulite, marciapiedi intatti, periferie con servizi sotto casa e non quartieri-dormitorio, spazi per i ragazzi e gli anziani- ma bisogna ragionare anche guardando al lungo termine. Ripeto la mia domanda: cosa deve essere Cassino? una città turistica, commerciale, industriale, universitaria? Bisogna deciderlo, programmarlo e realizzarlo. Anche solo gettando le basi e avendo il coraggio di far raccogliere “i frutti” alle altre amministrazioni che verranno. Perché non può essere che la politica si debba ridurre solo a piccoli piaceri per incrementare il proprio tornaconto. Ci vuole altruismo. Altruismo, coraggio e tanta passione”.
Poi l’appoggio a Mosillo. “Francesco (Mosillo) è un ragazzo di soli 33 anni che ha dato già prova di aver fatto tanto nella sua professione di imprenditore; un amico con cui ho percorso un bel pezzo di strada politica e di vita e che condivide a pieno le mie idee sulla città. Da tempo ha mostrato la sua voglia di mettersi a disposizione e rischiare per un progetto ambizioso come quello di governare una città importante come Cassino.
Ambizione ma anche umilità: perché vuole costruire questo percorso non come un uomo solo al comando ma con un gioco di squadra, riconoscendo i talenti e le competenze di ognuno. Ecco il perché del suo attendismo: la costruzione di una squadra di gente per bene e capace
Io credo che i tempi siano maturi per rischiare e osare. Siamo giovani; ma non per questo non dobbiamo avere coraggio di grandi progetti. Il coraggio di costruire tutti assieme, ognuno con il proprio bagaglio di storie politiche e personali, la (propria)”città che vorrei”.
Sono certa che a breve Francesco scioglierà le sue riserve e io insieme all’entusiasmo dei ragazzi de LACITTACHEVORREI saremo pronti a sostenerlo, mettendoci la faccia”.
caravince
