Fabrizio Pintori parla di acqua rispondendo alle nostre domande.
Uno dei temi della campagna elettorale è l’acqua pubblica. Ha anche proposto un referendum per fare inserire nello statuto comunale l’acqua come bene comune. Cosa intende per acqua come bene comune? Beh l’acqua pubblica è innanzitutto una delle 5 stelle del movimento e quello che abbiamo presentato non è un referendum ma è una petizione che per la prima volta nella storia di Sora è stata sottoscritta da più di 500 persone e quindi dovrà essere trattata, discussa obbligatoriamente nel consiglio comunale. Cosa intendiamo per acqua pubblica? Quello che intendono tanti altri comuni che nel proprio statuto hanno già delle norme di principio simili, basta pensare al comune di Bologna che proprio, se non ricordo male all’articolo 2 dello statuto, individua l’acqua come bene comune pubblico, patrimonio dell’umanità e riconosce il diritto di tutti all’accesso all’acqua. Scusami, quindi nella vita concreta di un cittadino cosa cambia nella modifica dello Statuto comunale? Allora nella vita concreta di un cittadino ecco cosa cambia: nel caso che si dovessero verificare dei distacchi per i cittadini che, per problemi economici non riescono più a sostenere il pagamento delle bollette, sarà possibile emettere delle ordinanze per scongiurare il distacco. Provvedimenti simili sono già stati adottati da altri comuni tuttavia non avevano una base giuridica di supporto adeguata per …tanto che il gestore idrico ha vinto il ricorso al tar e le ordinanze sono state revocate. In questo caso la modifica dello statuto permetterà di avere una base giuridica solida per emettere queste ordinanze e tutelare i cittadini più deboli. Pubblico non vuol dire gratuito. Il Comune dovrebbe occuparsi dell’erogazione del servizio e di tutte le spese collegate? Ma… innanzitutto pubblico in questo caso vuol dire pagare un prezzo equo, giusto per un servizio, per un bene e per quanto riguarda il Comune noi pensiamo che il Comune dovrebbe occuparsi di garantire a tutti l’accesso all’acqua perché se viene emessa un’ordinanza che stabilisce di chiudere un’istituto scolastico perché c’è l’interruzione per un solo giorno del servizio idrico e quindi è necessario garantire le condizioni igieniche allora una famiglia, che dove c’è magari il capo famiglia che ha perso il lavoro e non hanno più alcuna fonte di reddito si vede staccata l’acqua cosa dovrebbe fare il comune? Dovrebbe cacciare le persone di casa? Lei parla di un quantitativo minimo vitale giornaliero di acqua potabile pari a 50 litri per persona gratuita. Intende per tutti i cittadini? No, non intendiamo per tutti i cittadini, intendiamo per i cittadini che vivono, per le famiglie che vivono in forti condizioni di disagio economico. Ovviamente si deve tutelare chi non può più pagare l’acqua, non chi la può pagare ma non vuole pagarla. Quindi questo intendiamo. Bisogna …diciamo sono norme di civiltà per tutelare i cittadini più bisognosi e più deboli. Se intende a favore di coloro che vivono situazioni di disagio economico che non riescono più a far fronte al costo della bolletta quali sarebbero i parametri per individuare i beneficiari? Attraverso quali strumenti tecnici sarebbe possibile regolare l’erogazione di acqua limitata a 50 litri a persona? Ma per quanto riguarda l’individuazione dei cittadini si può ricorrere a strumenti quali l’Isee o strumenti analoghi. Per quanto riguarda invece gli strumenti tecnici da adottare, guardate, basta fare come in passato. Prima del 2014 cioè prima che venisse approvato il collegato ambientale alla legge di stabilità del 2014 i gestori idrici non potevano staccare l’acqua ai cittadini morosi mentre con l’approvazione di quella norma ora è possibile staccarla. Noi chiediamo semplicemente che si ritorni a prima del 2014 cioè applicando dei semplici limitatori di flusso. Tutto qui. Lei si sta battendo per la risoluzione del contratto Acea. La legge italiana prevede che la gestione del servizio idrico possa essere gestita tramite affidamento a società in house, ad azienda privata con gara pubblica o ad una società mista pubblico-privato. Nel caso in cui ci fosse la risoluzione del contratto con Acea come proporrebbe di gestire il servizio idrico a Sora? Allora ci sono varie soluzioni ma il primo passo fondamentale è che venga approvata la proposta di legge 218 del …2015 che è la .. collegata alla legge regionale 5 del 2014 che si occupa appunto dell’acqua pubblica questa prevede degli ATO ma degli ABI che sono degli ambiti di bacino idrografici e in Provincia di Frosinone … Quindi la gestione dell’acqua sarebbe di zona o comunale? Allora, ripeto, ci sono varie soluzioni. Si potrebbe pensare ad esempio ad un consorzio, ma non i carrozzoni anni ’80 dove venivano sistemati amici, parenti o politici non eletti. Si può pensare quindi ad un consorzio più prossimo al territorio, formato anche magari da più comuni e che deve essere un servizio quindi più vicino al cittadino che permetta di … poter … diciamo … come posso dire …seguire da vicino tutti i problemi. Però mi permetta di fare una precisazione, stiamo anche approfondendo anche.. altre esperienze che non sono presenti in Italia ma all’estero. Ce ne è in particolare, che riguardano proprio il servizio idrico, ad esempio in Galles .. c’è una formula di gestione del servizio idrico che è un misto tra pubblico e privato e cioè si prevede una fondazione partecipata in cui i cittadini utenti nominano il management e …. Si tratta di fondazioni no profit i cui utili vengono reinvestiti nel migliorare il servizio della rete idrica oppure con, diciamo, la riduzione delle tariffe idriche. Grazie
