Ceprano – Acea: tra distacchi e risoluzione del contratto, aspettando la riunione dei sindaci

Carlo Capone
6 MIn Lettura
Per la giornata di domani la Consulta d’Ambito ha deliberato la convocazione dell’assemblea dei sindaci. Obiettivo l’attivazione della messa in mora ai fini della risoluzione del contratto con Acea, a seguito dei numerosi inadempimenti della convenzione. Un argomento, questo, estremamente attuale a Ceprano, dove negli ultimi giorni ci sono stati anche problemi in qualche condominio, addirittura con il distacco del contatore. Abbiamo fatto il punto co il sindaco Marco Galli
 
La questione Acea tiene ancora banco, tra distacchi di contatori e risoluzione del contratto invocata da più parti la situazione diventa sempre più complessa. Qual è la posizione del sindaco di Ceprano? <La questione della gestione del servizio idrico è una priorità perché il costo dell’acqua ha assunto dimensioni insostenibili. Un incubo per le famiglie già alle prese con una crisi durissima. Personalmente ho preso una posizione chiara espressa il 14 luglio del 2014, con un voto contrario all’aumento delle tariffe, secondo me ingiustificato in rapporto col servizio svolto, carente ed estremamente costoso; ho ribadito la mia posizione critica col voto contrario al piano degli investimenti 2014/2017, perché inadeguato e che lasciava a Ceprano soltanto briciole. In quest’ultimo caso va detto che, comunque, siamo riusciti a far inserire lavori importantissimi per la città. Da mesi abbiamo deliberato in consiglio il sostegno all’attuazione della legge regionale nr. 5 del 2014, quando soltanto da poco in tanti si sono resi conto della straordinaria importanza di questa norma di civiltà votata all’unanimità. Abbiamo mantenuto costantemente aperto un canale di confronto con i comitati, perché nel loro lavoro ci sono elementi essenziali per la risoluzione di molte questioni. Abbiamo dato ospitalità come comune a tre associazioni il cui lavoro era finalizzato alla tutela dei cittadini nei confronti di Acea> Sindaco quello che si chiede la gente è se Lei è favorevole o no alla risoluzione del contratto con Acea? <Non penso che ci possano essere dubbi, visti gli atti che ho compiuto dal mio insediamento. Alla luce della situazione di disagio che si protrae da anni e delle risposte che Acea ha fornito a più riprese, comprese quelle al documento c.d. “Moretti” sottoscritto da 49 sindaci, ritengo che l’unica strada possibile sia quella della risoluzione. E’ ovvio che tale percorso va intrapreso e portato fino in fondo attraverso gli strumenti previsti dalla convenzione, quindi con l’applicazione dell’art. 34, per evitare problemi più gravi di quelli che si vorrebbero risolvere e, la storia di questa provincia ci insegna cosa significa sbagliare nei confronti di un soggetto forte come è Acea. Ci sono oltre 100 milioni di euro  da pagare e questo costo graverà sulle bollette dei cittadini. Proprio per tali ragioni non condivido le posizioni strumentali a logiche politiche, neanche tanto nascoste, che solleticano la rabbia dei cittadini nei confronti del gestore idrico, ma non tengono conto delle procedure che sono essenziali per tutelare in concreto gli utenti. Ritengo che, a tal proposito, la Consulta d’Ambito stia facendo un ottimo lavoro e adesso vedremo cosa accadrà domani con i sindaci riuniti in “sessione plenaria”. Tra l’altro gli argomenti all’ordine del giorno saranno diversi e tutti importanti, pensi solo la questione dell’incorporamento di Acea ATO 5 in ATO 2> A Ceprano è stato staccato un contatore ad un condominio e qualcuno l’ha accusata di essere stato “d’accordo” con Acea nel fare questa operazione. Cosa dice in proposito? <Posto che ognuno si assume le proprie responsabilità per le affermazioni che esterna pubblicamente, ritengo si tratti del misero tentativo di distorcere la realtà per screditare il lavoro che stiamo facendo. Tornando ai fatti, il 28 gennaio è stato staccato da Acea un contatore ad un condominio di Chiusa Grande per morosità. Premesso che in quel condominio c’erano persone perfettamente in regola con i pagamenti ed altre no, atteso che le norme consentono al gestore di procedere in quel modo, abbiamo subito provveduto ad assicurare tramite autobotti l’acqua agli abitanti, tra i quali vi sono anziani e persone disabili. Dopodiché, in assenza di una soluzione al problema morosità e attesa la necessità di continuare ad assicurare l’igiene e l’agibilità delle case, abbiamo chiesto ad Acea di ripristinare il flusso idrico minimo al condominio. Preso atto che tale richiesta era caduta nel vuoto, ho firmato un’ordinanza per il riallaccio del contatore affinché per trenta giorni sia assicurato il flusso idrico indispensabile a garantire l’igiene dei luoghi e la salute delle persone. Ora, speriamo che in questo periodo i condomini, amministratore e Acea trovino una intesa che possa ripristinare il normale servizio idrico. In tutto ciò la cosa assurda è il contatore unico, che rende ostaggi i soggetti in regola con i pagamenti, nonostante vi siano le possibilità di distinguere tra le varie posizioni. Certo, staccare il contatore, ripeto previsto dalle attuali norme, consente di esercitare una pressione altrimenti impensabile se fossero seguite procedure più civili e, secondo me, più giuste> CAP      
Condividi questo articolo
Nessun commento