Il duro attacco del candidato sindaco di Forza Italia: “Morini scenda dal piedistallo e impari a confrontarsi”.
La querelle su Acea continua a far alzare i toni dello scontro politico in città, anche in vista della competizione elettorale. Dopo le recentissime dichiarazioni di Morini, infatti, ecco l’affondo di Antonello Iannarilli che non lesina accuse di ogni genere al sindaco di Alatri sulla gestione del caso “Acea”. “…i verbali della consulta di cui (Morini) faceva parte, sono pubblici e da essi si evince chiaramente che è rimasto muto come un pesce prima della conferenza dei Sindaci di marzo 2014 in cui vennero votati gli aumenti tariffari”. L’ex presidente della Provincia continua rinfacciando al Primo Cittadino che anche l’autorità per l’energia, con sua recentissima determina, avrebbe confermato la nuova tariffa approvata proprio a marzo, bacchettando i Sindaci per aver autorizzato tutto senza visionare i dati e averne contezza, affidandosi a quanto dichiarato da Acea. “Atteggiamento talmente grave– continua Iannarilli- che la stessa Autorità ha deciso di inviare ispezioni all’Ato 5 e alla Sto, già occupata dalla Guardia di Finanza! Dopo aver avuto il coraggio di dire pubblicamente che ‘i cittadini devono capire che l’acqua è come la benzina e va pagata come tale’, vedi verbale dell’Assemblea dei Sindaci, in un tentativo di maldestra politica oggi Morini vorrebbe addirittura erigersi a difensore dei diritti dei cittadini! In occasione di quell’Assemblea, il Sindaco di Torrice e tanti altri, avevano proposto una mozione che, grazie al fatto di avere ancora il minimo impegnato, permetteva al nostro ATO di non entrare nel nuovo metodo tariffario, quello cioè che oggi, legalmente, consente ad Acea di andare ogni anno a conguaglio oltre che ad aumentare le tariffe. E invece Morini cosa fa? Si oppone, dice sì e se ne pure vanta! Insomma, lui e gli altri hanno approvato un piano di investimenti che includeva progetti che Acea avrebbe dovuto fare in 12 anni, già pagati in bolletta, e li hanno fatti passare per nuovi, facendoli ricadere in tariffa e autorizzando il passaggio al nuovo metodo tariffario, che concede il conguaglio per garantire i ricavi economici del gestore, se non fosse, particolare irrilevante, che il gestore stesso aveva già incassato. Quest’anno– conclude Iannarilli- andranno in tariffa 53 milioni di euro e così per gli anni a venire. Ma cosa importa a certi Sindaci? Tanto il loro mandato dura meno degli effetti dei danni che combinano, e quando salteranno fuori, come infatti sta accadendo, si inventano l’avvio della risoluzione contrattuale preelettorale, tanto per arrivare a giugno con la “camicia pulita”, ben consapevoli, che approvando anche quel piano economico finanziario, hanno potenziato il valore di Acea e del ristoro che chiederanno se dovesse risolversi il contratto”. A.T.
