Arce – Omicidio Mollicone: parlano papà Guglielmo e l’avvocato De Santis

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La Procura di Cassino ha nominato due nuovi consulenti tecnici: il capitano dei RIS di Roma Rapone e l’anatomopatologa Cattaneo di Milano. Ansia, tensione, ricordi dolorosi e infine la speranza che qualche elemento nuovo possa dare una risposta a 15 lunghi anni di interrogativi, depistaggi, colpi di scena. Questi alcuni dei sentimenti provati da Guglielmo Mollicone, padre di Serena, la ragazza di Arce uccisa nel Frusinate nel 2001, e dallo zio Antonio che, lo scorso 13 febbraio, accompagnati dall’avvocato Dario De Santis, si sono recati presso la Procura di Cassino.

  Il sostituto procuratore Beatrice Siravo, dopo la decisione dello scorso gennaio del GIP Angelo Valerio Lanna di non archiviare il caso, ha infatti conferito al capitano Cesare Rapone, appartenente al Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) di Roma e all’anatomopatologa Cristina Cattaneo, direttrice del Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense (LABANOF) di Milano, l’incarico come consulenti tecnici nominati dalla Procura. mollicone2 All’incontro era presente l’avvocato Francesco Germani, legale della famiglia Mottola, mentre i tre indagati erano assenti. Evidentemente provato dalla situazione, il padre di Serena, dopo aver presenziato per qualche attimo all’incontro, ha deciso di allontanarsi dall’ufficio del sostituto procuratore, per poi, nel primo pomeriggio, essere presente durante lo svolgimento degli accertamenti tecnici presso la caserma dei Carabinieri, situata in via Magni, ad Arce. Operazioni iniziate intorno alle 13 e ultimate verso le 18.30. Pubblichiamo di seguito l’intervista realizzata dall’amica e collega Nadia Milliery Ognibene, consulente della famiglia Mollicone: Avvocato De Santis, dove sono stati eseguiti gli accertamenti esattamente? Le operazioni si sono svolte al piano soprastante quello dove è ubicata la caserma, in un appartamento attualmente inutilizzato e sottoposto a sequestro. Non hanno riguardato né i locali adibiti a caserma né l’appartamento che all’epoca era abitato dalla famiglia Mottola. L’appartamento nel quale sono stati svolti gli accertamenti è uno degli alloggi a servizio della caserma. Le operazioni sono state svolte dai consulenti incaricati dalla Procura e da ausiliari. Vi ha partecipato anche la dottoressa Volpini, consulente della famiglia Mollicone. All’inizio delle operazioni, per circa un’ora, eravamo presenti sia io che il difensore degli indagati”.SerenaMolliconeArce Avvocato De Santis, come mai solo ieri, dopo tanti anni si sono fatti questi accertamenti? “Si ignora perché gli accertamenti svolti ieri non siano stati espletati prima, nel lunghissimo tempo, oltre 14 anni, trascorso dall’epoca del delitto. Ora sono stati eseguiti a seguito del provvedimento del GIP che ha accolto l’opposizione formulata dal padre e dallo zio di Serena avverso la richiesta di archiviazione delle indagini ed ha disposto che esse proseguano, indicando tra le possibili indagini anche gli accertamenti di cui si parla”. Avvocato De Santis, che tipo di rilievi sono stati eseguiti e tra quanto tempo saranno disponibili i risultati? “Le operazioni sono consistite in rilievi eseguiti con le più moderne tecnologie e che, come si può desumere dal tempo impiegato, sono state molto accurati e, per una parte di essi, estesi all’intero alloggio. Ora dovranno esservi le operazioni di laboratorio, quelle di studio e di valutazione di quanto acquisito. I risultati e le valutazioni dei consulenti si conosceranno nell’arco di due – tre mesi”.RISArce1 Avvocato De Santis, quali sono le aspettative rispetto al lavoro svolto ieri dagli Inquirenti? “Circa le aspettative, relative agli accertamenti iniziati ieri, credo che potrebbero essere risolutivi, se avessero esito positivo. Tengo però a precisare che non lego a tali accertamenti tutte le possibilità di addivenire alla soluzione del caso e considero anche la possibilità che essi non abbiano esito positivo. Ritengo inoltre che vi siano anche diverse altre attività di indagine che possono portare all’esito di giustizia che tutti ci auspichiamo”. Avvocato De Santis, quali saranno i prossimi passi che intendete effettuare? “Martedì prossimo, incontrerò il generale Garofano e la dottoressa Volpini, che sono i consulenti tecnici della stessa famiglia Mollicone e farò con loro una valutazione degli elementi già acquisiti e delle iniziative da adottare. Nei giorni successivi, chiederò un incontro col Procuratore della Repubblica, per sottoporgli richieste di specifiche indagini. Tra queste, ovviamente, l’esame del DNA di moltissime persone, non soltanto ad Arce, ma anche in altri comuni che rientrano nel campo delle indagini. Il numero complessivo dei soggetti da esaminare sarà contenuto, perché la richiesta non riguarderà tutta la popolazione, ma saranno indicate specifiche categorie di persone da sottoporre all’esame.garofano Avvocato De Santis, se i complici confessassero, che cosa aspetta loro? Ci potrebbe essere una riduzione della pena? “Se un colpevole confessasse, per effetto della confessione, potrebbe ottenere un’attenuante e quindi una consistente diminuzione di pena. Se confessasse chi, senza aver concorso nel delitto, ha poi aiutato i colpevoli, probabilmente non andrebbe in carcere”. Signor Mollicone: come ha vissuto questi giorni di attesa? “In questi giorni continuavo a pensare a Serena, ai progetti che voleva realizzare, a che tipo di donna sarebbe diventata grazie ai suoi “sani principi”. Inoltre, devo confessare, che sapere di entrare dentro alla caserma mi ha turbato, mi chiedevo se ero pronto a superare questa ulteriore prova”. Signor Mollicone, dopo tutti questi depistaggi, la sua fiducia nelle Istituzioni, negli Inquirenti è cambiata? “Anche se a volte mi stupisco nel pensarlo, la fiducia nella Giustizia, quella con la G maiuscola, ancora c’è. So bene che all’interno delle Forze dell’Ordine ci sono persone pronte a sacrificarsi e a lavorare con coscienza ed impegno. Purtroppo, senza che me ne accorgessi, per anni ho creduto di collaborare con uomini che desideravano aiutarmi, per poi scoprire che così non era. Tutto questo oggi mi porta semplicemente a voler controllare maggiormente l’operato di chi ha il compito di accertare come è morta Serena”. Signor Mollicone, era mai stato nel luogo dove sono stati eseguiti gli accertamenti? “No, mai. Le uniche volte che sono entrato in caserma sono rimasto nella zona al piano terreno dove i Carabinieri sono soliti accogliere il pubblico”.RISArce3 Signor Mollicone, Serena era solita frequentare la Caserma? Era amica di Marco Mottola? “Serena era amica di Marco Mottola. Si sono sempre frequentati come amici e diverse volte con altri compagni e compagne è stata a fare delle spaghettate nell’appartamento collocato all’ultimo piano, come si usa fare tra adolescenti e io l’ho sempre lasciata libera di andarci, senza alcun problema”. Signor Mollicone: sono trascorsi molti anni dalle prime indagini sulla morte di sua figlia ma lei non ha mai perso le speranze. Che cosa l’ha sostenuta in questi 15 anni e soprattutto in questa fase così importante? “Credo che ciò che mi ha sempre sostenuto è il profondo amore che nutrivo per Serena, per la famiglia più in generale, per quello che mia moglie ed io insieme eravamo riusciti a costruire e che desideravamo da quando ci siamo conosciuti. Per quel che riguarda poi quest’ultima fase credo che sia il desiderio e la sensazione di poter ottenere finalmente giustizia”. Signor Mollicone, lei crede che questi accertamenti possano realmente portare alla verità o dirLe qualche cosa di nuovo su quanto realmente avvenne quel 1 giugno 2001? “Questi accertamenti possono sicuramente contribuire a dare maggiore chiarezza e certezze su quanto avvenuto. Inoltre siamo solo all’inizio delle nuove indagini vi sono ancora molti altri punti da analizzare e chiarire, elementi nuovi che fino ad ora non sono stati presi in considerazione o sottovalutati”.
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