I componenti del Nucleo Provinciale delle Guardie Ambientali Volontarie, coordinati da Enzo Pirazzi, hanno evidenziato una situazione che, se affrontata e chiarita, porterà enormi benefici all’ambiente ed alle tasche dei cittadini di Anagni.
Le abitazioni periferiche con gli scarichi fognari non collegati alla condotta pubblica (prima comunale adesso Acea), sono costrette a svuotare periodicamente le fosse che trattengono i liquami “digeriti”. Le imprese specializzate, mediante i cosiddetti “autospurgo”, prelevano appunto i liquami trasportandoli come destinazione finale presso gli impianti autorizzati, distanti chilometri. Un servizio piuttosto costoso. Paradossalmente, nel territorio anagnino non esiste alcun impianto autorizzato a ricevere i liquami domestici, neppure i depuratori gestiti dal concessionario. I tre depuratori in funzione (Pontepiano, Pantane e San Bartolomeo), pur ricevendo e trattando i reflui portati dalle condotte, non possono accogliere quelli delle abitazioni dotate di impianto di trattamento. E pensare che, in molti casi, i proprietari pagano nella bolletta dell’acqua, anche quel servizio. Basterebbe munire il depuratore di Pontepiano di un pozzetto specifico, farlo autorizzare dalla Provincia, e le famiglie anagnine risparmierebbero centinaia di migliaia di euro. Jackal
