Gli inquirenti sospettano ci sia un sabotaggio dietro la comparsa di un farmaco al posto della sorpresa dell’ovetto kinder acquistato a Pofi. Le indagini proseguono per accertare il movente e capire se possa avere un collegamento ‘locale’.
Pochi giorni prima di Natale, in un bar di Pofi, un bambino, scartando l’ovetto kinder, non trovò la consueta sorpresa ma ben altro. All’interno del famoso uovo di cioccolata c’era una pasticca di colore bianco. La fortuna volle che il piccolo fosse sotto gli occhi vigili dei genitori che gli impedirono di ingerirla. La famiglia si recò subito dai Carabinieri con la pillola, che era contenuta in un involucro di plastica, per denunciare il fatto. Si trattava di ‘Zofronepil‘, un noto farmaco utilizzato per contrastare l’ipertensione, un farmaco che si sarebbe potuto rivelare molto pericoloso qualora il bimbo l’avesse ingerito. Da lì sono, quindi, iniziate le indagini portate avanti dai Carabinieri del Nas di Latina e dalla Procura di Frosinone. L’azienda Ferrero – come riportato dal quotidiano ‘La Repubblica’ – ha fatto sapere di essere parte lesa. Gli inquirenti, scrivono ancora dal quotidiano nazionale, avrebbero raccolto indizi che sembrerebbero portare verso l’ipotesi del sabotaggio. Per questo motivo stanno risalendo tutto il ciclo produttivo per individuare in quale fase esso sia avvenuto. Le operazioni sono facilitate dal fatto che la Ferrero ha un controllo qualità su ogni fase della lavorazione dell’ovetto, partendo dalle materie prime fino ad arrivare al prodotto confezionato. Ricordiamo che la Ferrero produce cioccolato nello stabilimento italiano di Alba ma ha esternalizzato la produzione delle ‘sorprese‘ in altri stabilimenti anche all’estero. In particolare, sembrerebbe che sorpresine ed i bussolotti di quel lotto fossero stati forniti e assembalati in aziende dell’Est Europeo. Un altro dato che ha insospettito gli inquirenti riguarda proprio il farmaco. Lo ‘Zofronepil’ è commercializzato soltanto in Italia e, nell’ovetto, era ritagliato in modo tale da mostrare perfettamente il nome. Proprio da queste informazioni – scrive ‘La Repubblica‘ – nasce il sospetto che il sabotaggio sia avvenuto in Italia. Ancora sconosciuto resta anche il movente di questo pericoloso episodio nella speranza che si tratti di un caso isolato. Marta Ferrari (foto dal web)
