Ancora una sconfitta che brucia, ancora una sconfitta dove (forse sia ben chiaro, ndr) ci sono alcune attenuanti.
Il Frosinone cade all’Olimpico contro la Roma per tre a uno, al termine di una gara dai due volti. Primo tempo assolutamente positivo per i giallazzurri, ripresa dove forse il gol di El Shaarawy ha tolto speranze e certezze. Ma andiamo con ordine. I primi dieci minuti hanno fatto sudare freddo ai tifosi giallazzurri. La Roma sembra esser rinata e spinge in più di un frangente con il suo 4-3-3, che con l’avanzamento a turno di uno tra Pjanic e Nainggolan diventava un 4-2-1-3. La truppa di Stellone, smaltita la sbornia iniziale, inizia però a carburare complice la velocità di contropiede innescata spesso dalle due mezzali Chibsah e Frara. Il Frosinone produce tanto, e appare davvero più ficcante del solito. Nella ripresa, però, la musica cambia. Il gol del Faraone spezza gambe e fiato, e il tutto è una logica conseguenza. Nonostante ciò, però, l’out mancino funziona abbastanza bene dove Pavlovic è sembrato uno dei più in palla. Il pareggio non arriva e così al 75’ Stellone ritorna al vecchio 4-4-2. Fuori Chibsah e Frara, e dentro Paganini e Gucher. Il cambio di modulo però non giova, anche perchè il 4-4-2 non diventa 4-2-4 in fase di possesso, complice anche la stanchezza evidente dei vari Dionisi e Soddimo. Insomma una prestazione non insufficiente, per usare un rapido e semplice gioco di parole. La prova del nove è stata fissata per mercoledì sera. Con il Bologna c’è un treno-salvezza da non perdere.. Nunzio Danilo Ferraioli
