Ceprano – Furti e rapine, la popolazione pensa alle ronde notturne

Carlo Capone
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In mattinata non si parlava d’altro. Nei bar e nei vari esercizi commerciali della zona di Ceprano e dei paesi vicini, uno degli argomenti di giornata è stato sicuramente la rapina avvenuta a San Giovanni Incarico. Un uomo di 66 anni, infatti, è stato legato e chiuso in una stalla da due uomini che hanno poi portato via un televisore e del denaro. Un episodio, questo, che fa seguito ad altri casi avvenuti nei mesi scorsi a Ceprano, a Pico o a Pofi. Ora la gente ha paura, e si dice pronta ad organizzare delle ronde per proteggere in particolare zone isolate.

<Abbiamo paura>. Così un gruppo di persone che abbiamo incontrato in mattinata in un market della zona di Montecitorio a Ceprano. <Dormire con tranquillità – hanno spiegato – è ormai diventato quasi un lusso. Ad ogni minimo rumore si vive nel terrore che possa accadere qualcosa. E questo stato di cose, purtroppo, è peggiore nelle situazioni, tantissime nelle nostre zone, nelle quali le case sono isolate e a prova di ladri>. Anche nella piazza principale di Ceprano, nelle ultime ore in tanti parlavano di questo argomento, e c’era chi ipotizzava anche l’organizzazione di ronde per cercare di non lasciare campo libero ai delinquenti. Hanno spiegato un gruppo di anziani: <Magari organizzando dei giri notturni, o lasciando accese le luci all’esterno delle nostre case, questi casi di furti e rapine potrebbero calare. Non parliamo di “farsi giustizia da soli”, ma comunque di cercare di difendere le proprie case>. C’è, poi, infine, chi si appella anche alle amministrazioni per una serie di interventi mirati alla maggiore sicurezza: <Nuovi sistemi di videosorveglianza, soprattutto nelle zone più isolate, e strade più illuminate servirebbero sicuramente da deterrente per i malintenzionati. Il problema non si risolverà del tutto, ma comunque, almeno in alcune zone, gli episodi di furti e rapine non sarebbero così ricorrenti>. Per ultimo c’è chi chiede un intervento più capillare da parte delle forze dell’ordine: <Non bisogna aspettare che ci sia il morto per programmare più controlli. Il territorio non sempre è sicuro, e purtroppo è per questo motivo che, spesso, delinquenti tornano a colpire con grande regolarità sempre nello luogo. Tutto questo non è accettabile>. (foto di repertorio) CAP
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