Regione – Unioni civili, le dichiarazioni della Spilabotte e Santori

Francesca Merolle
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Unioni civili, la senatrice Maria Spilabotte aderisce all’iniziativa Svegliati Italia. Il consigliere regionale Santori sostiene il Gender Friendly ma evidenzia “le donne sono all’ultimo posto”.

“Ho aderito e partecipo all’iniziativa Svegliati Italia, – dichiara la senatrice Spilabotte – la mobilitazione che si svolgerà in oltre 80 piazze italiane sabato 23 Gennaio promosse dalle associazioni Lgbt per dare forza al traguardo dell’uguaglianza. In vista del disegno di legge Cirinnà (Unioni Civili) che sarà in aula il 28 Gennaio, è importante questa manifestazione che evidenzia come sia giunta l’ora di agire, di farsi sentire, di prendere posizione. Il testo non prevede il matrimonio egualitario e se vogliamo colma solo parzialmente la distanza tra l’Italia e i paesi più avanzati dell’occidente, ma vista la situazione politica attuale ed il nostro pensiero spesso retrogrado, ci accontentiamo di questa legge che comunque si avvicina agli standard europei. Le stepchild adoption, cioè la possibilità di adottare il figlio o la figlia naturale del compagno o della compagna, sono il minimo che si possa ottenere a tutela delle famiglie omosessuali (che in Italia sono già realtà). Pertanto sono a favore del disegno di legge Cirinnà e mi adopererò affinchè venga approvato senza ulteriori modifiche al ribasso”. Pone, invece, l’attenzione sulle donne Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio. “Mentre la maggioranza di centrosinistra alla Regione Lazio sostiene il Ddl Cirinnà sulle unioni civili e lo spregevole stepchild adoption, il presidente Zingaretti calpesta la dignità delle donne. Infatti, nell’ambito delle politiche sulle pari opportunità della Regione Lazio, la priorità spetta alle politiche gender friendly, finanziamenti cospicui alle associazioni per combattere l’omo-lesbo-transfobia e agli immigrati, mentre le donne sono considerate all’ultimo posto. Prova ne sia il fatto che non solo non esiste più la giunta più rosa d’Italia decantata da Zingaretti all’indomani delle elezioni regionali, ma a seguito del rimpasto di giunta le donne sono tornate ad essere una netta minoranza”.
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