Arpino – “Notte magica al Tulliano”

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Si è svolta lo scorso 15 gennaio, presso la sede del Tulliano, la Notte Bianca del Liceo Classico. Riceviamo e pubblichiamo due note a firma di due studenti lette in occasione dell’evento.

<Tutti danno ormai per spacciata la cultura classica di fronte ai tecnicismi del XXI secolo. Ma non è così. l nostri Enea, Cyrano e De Gregori sono ancora in grado di stupire; capaci di far comprendere che “l’umanista-sognatore sarà il futuro esploratore di nuove scoperte scientifiche e autore di tecnologie innovative”. A chi asserisce che ”classico” è sinonimo di dotta e noiosa cultura, i ragazzi del arpino_notte_bianca_tullianoTulliano hanno dimostrato che sbaglia, le humanae Iitterae infatti non possono non essere fondamento sano ed essenziale della nostra identità passata, presente e futura. La serata del 15 gennaio ci ha visti protagonisti di un’iniziativa che, partita dalla Sicilia, ha coinvolto studenti, insegnanti e genitori, presidi e rappresentanti istituzionali i quali credono ancora in quei valori che la cultura classica continua a trasmettere. L’aria che si respirava tra le mura del nostro caro e amato ”Tulliano” non era quella di nostalgia dei tempi che furono né quella di un mondo chiuso e inaccessibile, ma un’aria nuova, fresca, carica di emozione e soprattutto di gioia che, sulle note di Battisti, si è trasformata in pura euforia… energia positiva dalla quale era impossibile non essere trasportati. Il Tulliano è vivo. Il Tulliano resiste. Il Tulliano non muore, anzi, al di là di statistiche e classifiche decisamente favorevoli, che ci vedono al primo posto tra i licei della provincia di Frosinone, è ancora capace di esprimere una cultura della gioia e dell’emozione che non tutti sono capaci di trasmettere. Questo ci rende orgogliosi di ciò che siamo stati, che continuiamo a essere e che saremo in futuro, cercando sempre di migliorarci. Questa seconda edizione della notte nazionale del liceo classico ha dimostrato che il ”Tulliano” è ancora in grado di essere presente e di non arrendersi di fronte alle difficoltà. Noi ci siamo. Voi?Marco Martino <In occasione della II edizione della “Notte dei Licei Classici”, io che faccio parte e amo questa istituzione non potevo rinunciare all’occasione di difendere ed esaltare ciò che da cinque anni fa parte della mia vita. Per questo ho deciso di prendere carta e penna e di rivolgermi in prima persona al mio carissimo Liceo, tentando di far percepire il mio punto di vista, perché come è vero che il percorso è arduo, è anche vero che non cambierei per nulla al mondo la “forma mentis” che i miei studi mi hanno permesso di ottenere. Maledetto liceo classico, tu con il tuo amore per la cultura e la tua supremazia indiscutibile. Ormai non sei più di moda, adesso i trend sono lo studio semplice e il lavoro facile, solo i pazzi sceglierebbero la fatica, il sudore. Eppure sono proprio quei cosiddetti pazzi che a te arpino_notte_bianca_tulliano_3non rinuncerebbero mai, sono i cosiddetti pazzi che si applicano per riuscire, che mandano avanti il mondo. Ti chiedo perdono per questo affronto, ma voglio rivolgermi a te come se fossi un vecchio amico, perché dopo cinque anni passati insieme abbiamo imparato a conoscerci a vicenda, non credi? E proprio come se tu fossi un mio pari, voglio fare una tranquilla chiacchierata con te. Immagino che sarai stanco, perché anche se hai una storia centenaria alle spalle, tutti si sentono in diritto, anzi quasi in dovere, di attaccarti su tutti fronti. Rimangono solo i tuoi paladini, quelle poche schiere di superstiti, a difenderti con le unghie e con i denti. Perché noi, tuoi guerrieri, infusi dalla “virtus” che ci hai insegnato a conoscere così bene e dal “furor” degli eroi antichi che salutiamo tutti i giorni su quella carta rilegata, ti amiamo ancora e cerchiamo di proteggerti. Parlandoci chiaro l’erudizione è temuta. È temuta dai potenti che perdono il predominio sugli individui, è temuta dagli ignoranti, o per meglio dire è derisa da coloro che non possono capire la bellezza della “sapientia” e che provocano il disagio nelle menti che hanno scelto la via più difficile. Infine il sapere è temuto dagli stessi che lo perseguono: perché può portare all’infelicità, perché rende consapevoli, e spesso perché potendo scegliere, si preferirebbe una felicità stolta al posto di una consapevolezza spietata. Ma noi ragazzi ci sentiamo abbastanza forti da poter caricarci il peso del mondo sulle spalle, vecchio mio. Ed è inutile continuare a ripetere quanto tu possa rendere maestosa la vita. Piuttosto io vorrei soffermarmi un momento su come mi hai insegnato e spinto a riconoscere il bello, a fare scelte. Proprio come dice Benigni: “la bellezza è iniziata quando qualcuno ha cominciato a scegliere!” ed è una cosa meravigliosa. La disperazione di Medea, l’amore di Arianna, la passione di Didone, esempi per tutte noi donne, affiancati all’eroismo di Eracle, alla pietas di Enea, alla curiosità e al multiforme ingegno di Ulisse, esempi intramontabili per il “vir bonus”, sono i pilastri della nostra società moderna, sono attuali quanto validi, e non avremmo tutto ciò che c’è di buono nella nostra società senza di essi. Ma, caro liceo, da amica mi sento in dovere di ammonirti: non pensare, non provarci neanche, ad abbatterti, a rinunciare, ad abbandonare, poiché i valori che tu comporti non possono andare perduti nel caos della società moderna, accomodarsi sulla via dell’indulgenza. Quindi non fermarti di fronte a coloro che ti definiscono vecchio, o addirittura morto: tu sei più vivo che mai; vivi in noi, in tutti coloro che si sono affidati a te per la loro preparazione e anche in coloro che credono in te pur avendo scelto un percorso diverso, perché “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”; e in quale contesto queste parole del nostro Sommo Poeta risulterebbero più adeguate? Voglio concludere con una riflessione di Roberto Vecchioni; non è vero che “il greco non serve a niente”, perchè “la persona che non lo conosce non ha capito l’utilità dell’inutile, anzi la bellezza dell’inutile. Non si vive solo di utile”>. Angela Trombetta
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