Fiuggi – Cittadini e albergatori preoccupati ed in ansia

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Preoccupazione in città, e nell’intero territorio, per la situazione del settore termale, dopo gli annunciati licenziamenti e la constatazione della mancanza di programmazione certa e fattibile.

Mentre i sindacati preparano azioni eclatanti, gli imprenditori lamentano l’inizio di un periodo buio dopo una stagione affatto soddisfacente. Licenziare 40 lavoratori su 48, al di là della “macelleria sociale” come qualcuno bolla la vicenda, rappresenta l’anticamera della morte. L’albergatore Franco Tucciarelli, già vice Presidente Regionale di Federalberghi Lazio e portavoce della categoria, spiega: “La situazione è esplosiva, siamo tutti sulla stessa barca che rischia di colare a picco. La Federalberghi Lazio da sempre ha avuto un occhio di riguardo rivolto agli operai del settore terme, negli anni passati ha cercato di mettere su iniziative  per evitare il crack finale. Purtroppo la crisi generale ed i problemi locali non hanno consentito di trovare una soluzione. Le Terme di Fiuggi non tirano più, il prodotto Fiuggi non si vende, il termalismo ha cambiato forma e la paura in città cresce a dismisura; non sappiamo come correre ai ripari, non riusciamo neppure ad immaginare cosa ci riservi il domani. Per uscire dalle secche bisognerebbe provare a mettere in atto progetti che vedano investimenti nei confronti del prodotto Fiuggi capaci questi di cambiare il tracollo in atto. Solo con un tempestivo e coriaceo intervento si può sperare di salvare Fiuggi. Investimenti importanti che riportino la città termale con il suo medicamentoso prodotto al centro dell’interesse, e che siano capaci di ricreare un indotto lavorativo non solo per gli operai ma anche per gli operatori economici della città e del comprensorio”. Si tratta di un SOS disperato, che va raccolto al più presto. Jackal
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