Cassino – Tre pesanti udienze con l’Associazione Antimafia Caponnetto

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Alla presenza di volontari dell’Associazione Antimafia Caponnetto e del segretario nazionale Elvio Di Cesare, appositamente arrivati da Roma e da Formia, si sono tenute dinanzi al giudice monocratico del tribunale di Cassino Barbara Del Pizzo le tre udienze a carico di giornalisti della Voce delle Voci. Come già diffuso alla stampa in un precedente comunicato della Caponnetto, i giornalisti erano stati rinviati a giudizio, su richiesta del pm Barbara Affinita, per altrettanti articoli pubblicati sulla Voce, in seguito a querele di Antonio Rinaudo, sostituto procuratore a Torino, di Valerio Giovanni Ruberto, esponente del fantomatico “Parlamento mondiale” fondato da Vittorio Busà a Palermo, e di Mario Cosentino, fratello dell’ex sottosegretario tuttora in carcere.

Nel corso del primo processo, oltre ai giornalisti della Voce Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola, è stato ascoltato in qualità di teste l’ex procuratore capo di Palmi e di Napoli Agostino Cordova. L’alto magistrato, ora in pensione, ha confermato punto per punto quanto già ampiamente documentato al pm, al gip e al giudice dal difensore della Voce Serena Improta, e cioè che il nome del magistrato Antonio Rinaudo era compreso negli elenchi degli iscritti alla massoneria al tempo in cui, nel 1993, quegli stessi elenchi furono sequestrati dall’allora procuratore di Palmi. Cordova ha inoltre confermato nella sua deposizione di aver trasmesso in quel periodo al Csm l’elenco contenente i nomi dei magistrati risultati affiliati a logge massoniche (compreso quello di Rinaudo) e di essere stato su questo punto ascoltato dal Consiglio Superiore della Magistratura. Il difensore della Voce ha inoltre prodotto in aula e consegnato al giudice monocratico gli estratti dal recente libro del giornalista Piero Messina “Onorate società”, BUR, 2014, nel quale si fa riferimento ai nomi presenti in quegli elenchi acquisiti da Cordova, compreso quello di Antonio Rinaudo. L’udienza è stata aggiornata al 18 febbraio per ascoltare ulteriori testi. Il secondo procedimento, quello scaturito dalla querela di Ruberto, è stato rinviato per l’assenza del difensore di quest’ultimo. Il giudice Del Pizzo tuttavia si è ritirata in camera di consiglio per valutare l’ammissione o meno della associazione Universum di Ruberto quale parte civile. Dopo circa 20 minuti il giudice, prima di rinviare l’udienza al 10 marzo prossimo, ha ammesso la costituzione della Universum quale parte civile contro i giornalisti della Voce. Si è tenuta, inoltre, la terza udienza a carico della Voce, quella scaturita dalla querela di Mario Cosentino, presente in aula insieme al figlio, Silvio Cosentino. Il processo è stato rinviato al 25 febbraio prossimo per l’escussione di altri testi. «Sono fortemente provata come cittadina italiana – dichiara Rita Pennarola, che era condirettore della Voce ed è volontaria dell’Associazione Antimafia Caponnetto – dal fatto stesso che per questioni già ampiamente documentate alla procura di Cassino si sia dovuti giungere a celebrare processi come quelli di oggi». «Ancor più dopo le udienze di questa mattina – aggiunge in conclusione il segretario della Caponnetto Elvio Di Cesare – esprimiamo la nostra piena solidarietà ai giornalisti della Voce e siamo loro vicini nel calvario giudiziario che stanno affrontando per aver esercitato il loro dovere di cittadini e di giornalisti».
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