Le “sigle” rispondono al Sindaco di Fiuggi Fabrizio Martini che aveva detto: “Il licenziamento collettivo era stato già digerito dalle stesse organizzazioni sindacali che firmarono nel 2008 l’accordo in Regione con la Fiuggiterme srl controllata dal Consorzio Gaia”.
“Per dovere di cronaca e corretta informazione ci corre l’obbligo quindi di ricordare la Sindaco che quell’accordo non fu mai ratificato dai lavoratori, fatta salva una tumultuosa assemblea nel salone del Consiglio Comunale nel corso della quale aderirono 80 lavoratori sui 169 iscritti nel libro matricola. Ed infatti nei giorni seguenti avuto chiaro il quadro di quella che già allora si presentava una “macelleria sociale” utile agli interessi del Consorzio Gaia in liquidazione e non certo alla città di Fiuggi, la stragrande maggioranza dei lavoratori rigettò l’accordo sentendosi traditi da quelle sigle sindacali che lo proposero scegliendo le vie legali. Le stesse sigle sindacali che oggi innanzi ai licenziamenti annunciati non hanno sentito il dovere di spendere una sola parola in difesa dell’occupazione consapevoli forse anche del fatto che in azienda non rappresentano più niente e nessuno. Tutto ciò premesso giova anche ricordare al Sindaco di Fiuggi che l’accordo di cui sopra è stato ritenuto nullo perchè illegittimo da cinque giudici del lavoro del Tribunale di Frosinone e comunque prevedeva periodi di lavoro da cinque a otto mesi ai 169 lavoratori e non gli attuali tre mesi proposti ai rimanenti 40 lavoratori. Ed allora di cosa stiamo parlando? La realtà purtroppo in tutto il suo dramma è un’ altra. L’azienda oggi non è in grado di proporre alla città un piano industriale serio e credibile per il rilancio del settore termale, industriale e golf. L’elaborato rimesso all’attenzione delle organizzazioni sindacali nei giorni scorsi, altro non è che un copia incolla di dati sul termalismo nazionale privi di valore e logica industriale. Dove vengono annunciati per il rilancio del settore termale 500 mila euro d’ investimenti per i prossimi anni. Ammesso e non concesso che esista tale disponibilità finanziaria chi conosce le Terme di Fiuggi sa bene che con quella cifra a malapena ci poti siepi e piante. Abbiamo sperato che la politica restasse fuori dai cancelli aziendali consentendo ai lavoratori ed ai loro rappresentanti un confronto franco e sereno nell’interesse di tutti, appare però chiaro ce così non sarà. Del resto se la città di Fiuggi, le sue imprese ed un intero tessuto economico sono ridotti così come sono, allora forse chi ha governato questa città negli ultimi anni qualche responsabilità l’ avrà pure al netto di tutte le promesse elettorali”. La Redazione di Anagni
