Un papà determinato ad avere giustizia per sua figlia, un papà che non arretra, che non ha paura. Guglielmo Mollicone continua la sua crociata per la sua Serena: vuol sapere chi ha ucciso sua figlia, chi l’ha “incaprettata” e gettata in un bosco, come un rifiuto.
Guglielmo Mollicone ha una teoria precisa, supportata in parte anche dalle dichiarazioni di Santino Tuzi, il brigadiere dei Carabinieri trovato morto l’11 aprile 2008, un suicidio che non ha mai convinto i familiari. <Serena è entrata nella caserma e non è più uscita>. Ne ha parlato ieri nel corso de La Vita in Diretta: <Si deve fare l’analisi del DNA sulla componente maschile della popolazione di Arce, paese di circa 6000 abitanti, come è stato fatto per Yara>. Il 7 gennaio è fissata l’udienza davanti al Gip Lanna, presso il Tribunale di Cassino, nella quale lo stesso dovrà decidere se accogliere o meno le opposizioni, ampiamente motivate, proposte dal padre e dallo zio di Serena contro le richieste di archiviazione delle indagini formulate dalla Procura della Repubblica di Cassino: <Ho fiducia nel Giudice, è una brava persona. Non credo che il caso potrà essere archiviato. Ci sono troppi elementi da approfondire, troppe cose che non quadrano e che non possono essere tralasciate in questo modo>. r.p.
