La questione Albaneta è arrivata sul tavolo del cardinale Burke in Vaticano. Il porporato è infatti il Prefetto emerito del supremo tribunale della Segnatura apostolica che si sta occupando della questione Vittorelli e che, da ieri mattina, si sta occupando anche di quest’ulteriore tegola che si è abbattuta sul monastero benedettino.
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Lo stesso cardinale Burke intende capire, su volere del Santo Padre, quali siano stati i passi mossi dall’abbazia prima di affittare, per venti anni, un luogo ameno e ritenuto di grande valore storico, a dei privati. Con quale criterio è stato concesso l’affitto dell’Albaneta e se nel caso possa essere stato fatto un pubblico bando per consentire, eventualmente, ad altri privati di poter partecipare. Inoltre e non meno importante quali sono i requisiti o le garanzie che il presidente dell’associazione Albaneta Onlus ha dovuto mostrare al momento della firma del contratto. Il Vaticano quindi intende fugare ogni dubbio sulla liceità dell’intera operazione. Gli atti a disposizione della Procura, l’indagine è stata affidata al magistrato Roberto Bulgarini, al momento risultano essere incompleti e per questo gli agenti della Polizia Locale hanno ottenuto il consenso da parte del dottor Bulgarini, ad acquisire altri documenti. Dal primo piano del palazzo di giustizia intendono comprendere se la Onlus possa aver diritto all’accesso dei fondi europei destinati alla rivalutazione dei percorsi storici. Se questo dovesse essere già avvenuto, il presidente dell’associazione non avrà alcun tipo di problema a rendere nota tutta la documentazione. Per sgomberare il campo da ogni ragionevole dubbio occorrono le carte.
Angela Nicoletti