L’Analisi Tattica – La vittoria della sciabola sul fioretto. Il Frosinone per 70′ incanta o quasi, poi..

Alessandro Andrelli
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Partiamo subito con il dire che l’espulsione di Rafael ha sicuramente agevolato il Frosinone. Sarebbe da stolti non dirlo, ma allo stesso tempo si possono ma soprattutto si devono elogiare i primi settanta minuti di gioco dei giallazzurri.

Il Frosinone sceso in campo contro l’Hellas Verona, aveva un qualcosa di speciale. Gli occhi della tigre detto alla Rocky, la cosiddetta tigna alla ciociara, che solo una squadra che lotta per la salvezza può avere. Tanto agonismo, ma soprattutto tante giocate semplici. Ieri, forse, ancora una volta è stata la vittoria di un gruppo e di una squadra messa in campo con un 4-4-2 lineare. Un modulo semplice, pulito, il quale ha permesso ai giallazzurri di occupare tutte le zone del campo. Il gioco sugli esterni è apparso ancora una volta determinante, con Rosi e specialmente Crivello (in grande crescita rispetto alle ultime partite, ndr) che hanno dato manforte a Paganini e Soddimo. Se i primi settanta minuti sono stati tutti rose e fiori, gli ultimi venti sono stati da thriller. Un film al quale eravamo stati abituati dopo il beffardo pareggio interno contro il Genoa. Gli uomini di Stellone sembravano incapaci di tener palla, e soprattutto far girare il pallone visto il risultato e soprattutto l’uomo in più. I due gol dell’Hellas Verona, sono nati da episodi, sia ben chiaro; ma hanno messo a nudo ancora una volta la brutalità della Serie A. Non puoi mai stare rilassato, non puoi mai giocare senza rabbia. Al triplice fischio è stata una liberazione. Tre punti d’oro per la corsa alla salvezza; il Chievo Verona è avvisato. Nunzio Danilo Ferraioli
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