I reparti di Pediatria e neonatologia rischiano di morire per mancanza di personale. A denunciarlo Francesco Notarcola del coordinamento provinciale Sanità.
“L’aria che tira nell’ospedale del Capoluogo – scrive in una nota – è sempre più brutta e può portare uno tsunami. Se non saranno adottati urgenti provvedimenti, i reparti o Unità Operative Complesse di pediatria e di neonatologia che si trovano, da tempo, in una condizione di forte precarietà, rischiano di morire …….per cause naturali. In pediatria operano 3 medici di cui solo uno abilitato per i turni notturni; a neonatologia lavorano 3 medici di cui uno è in malattia e solo uno è idoneo per i turni notturni. Vale a dire che due medici debbono sobbarcarsi i turni notturni per un’intera settimana nei due reparti e soddisfare le consulenze del pronto soccorso”. Tale stato di cose sta mettendo a dura prova tutto il personale sanitario costretto a turni massacranti per poter garantire il servizio. “Da sottolineare – continua Notarcola nella nota – che a UOC di neonatologia è l’unico reparto di patologia neonatale tra Roma e Latina. Se una donna con gravidanza a rischio o un bambino al disotto di un mese di età, residenti in qualsiasi comune della provincia, si sentono male vengono portati al “Fabrizio Spaziani”. Se questo reparto non funziona e non dimostra efficienza e qualità bambini e donne incinte, a rischio, saranno costretti a recarsi Roma oppure a Latina. E tutti sanno che la tempestività degli interventi è decisiva per salvare la vita alle persone”. M.M.
