Ambiente, alimentazione e salute: in Provincia il convegno promosso dalle Associazioni Laboratorio Scalo e L’Impegno. Presente anche l’assessore regionale all’ambiente Fabio Refrigeri che ha anche confermato la volontà della Regione Lazio di investire 45 milioni di euro sui contratti di fiume.
“La politica deve investire sull’ambiente, pur nella consapevolezza che i risultati richiedono tempi lunghi per maturare“. Con queste parole il presidente di Laboratorio Scalo, Anselmo Pizzutelli, ha chiuso il convegno su ambiente e alimentazione come fattori determinanti per la salvaguardia e la difesa della salute. “Ma non dimentichiamo – ha esortato nel suo intervento Teresa Gamucci, direttore delle unità di oncologia di Frosinone e Sora – che ad incidere sulla qualità del nostro vivere sono anche fumo, sovrappeso e obesità. Attività fisica e una corretta dieta alimentare sono fondamentali, oggi come ieri, per tutelare la nostra salute“. Tuttavia, poter seguire un corretto regime dietetico non è sempre impresa facile “perché insidie, inganni e tranelli, quando facciamo la spesa, sono sempre in agguato” ha denunciato nella sua relazione Rolando
Manfredini, capo del settore sicurezza alimentare della Coldiretti. “La globalizzazione fa partire e arrivare merci da tutto il mondo, ma la loro completa tracciabilità è una chimera“.
Dopo le relazioni di Carlo Iacovissi e Giuseppe Titti, del comitato scientifico Nutrizione e Salute, è intervenuto l’assessore regionale all’ambiente, Fabio Refrigeri che, oltre ad annunciare un piano di valorizzazione della Valle del Sacco, ha anche confermato la volontà della Regione Lazio di investire 45 milioni di euro sui contratti di fiume per la riqualificazione dei bacini del Sacco e del Cosa. Aldo Mattia, presidente de L’impegno, ha rilanciato nel suo saluto la progettualità degli orti urbani lungo il fiume Cosa (grazie ai finanziamenti del nuovo Psr) e Anselmo Pizzutelli ha esortato Regione e Ministero a disporre “la mappatura delle fonti di contaminazione nella Valle del Sacco per indagare con metodologia scientifica sul nesso tra esposizione e insorgenza di patologie, mettendo in campo risorse adeguate e controlli rigorosi”.
