Le associazioni “Risorse donna” e “Tutto un altro genere”, con il patrocinio del comune di Atina e della provincia di Frosinone, promuovono il 25 novembre ad Atina, in occasione della Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, un incontro con le classi III delle scuole medie e aperto all’intera cittadinanza. Mettendo attorno allo stesso tavolo tutte le attrici e gli attori coinvolti nella lotta alla violenza, dalle forze dell’ordine agli operatori sanitari, fino alle esperte di educazione alle pari opportunità.
Ad aprire l’evento i saluti del sindaco di Atina Silvio Mancini, del vice presidente della provincia di Frosinone Andrea Amata e del dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Atina Michele Nunziata. Al dibattito, che sarà coordinato da Manuela Perrone, giornalista del Sole 24 Ore e presidente di Tutto un altro genere, partecipano Laura Moschini, docente di Etica sociale all’Università di Roma Tre, il maggiore
Silvio De Luca, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Cassino, Irma Civitareale, direttrice della casa circondariale di Cassino, Elisa Viscogliosi, responsabile di Risorse donna, Nadia Gabriele, infermiera del pronto soccorso dell’ospedale di Sora.
L’evento sarà aperto da una coreografia curata da Maria Elena Tatangelo, con le allieve del Punto Danza A.S.D. di Atina. Il salone del Palazzo Ducale diventerà galleria per la mostra fotografica Dancing Princesses di Loreta Maria Iannetta e per i cartelloni realizzati dalle associazioni promotrici con i detenuti della CC di Cassino e delle classi III dell’Istituto Comprensivo di Atina. I cartelloni sono il frutto degli incontri preparatori tenuti in carcere e nelle scuole, dove si è affrontato il tema provando a trovare le parole giuste per esprimere cosa è violenza e cosa è rispetto. Al termine, spazio alle parole maschili: Paola Iacobone, David Duszynski e Vincenzo Schirru si esibiranno nel reading Pugni nello stomaco – La violenza sulle donne raccontata dagli uomini che Tutto un altro genere promuove dal 2012.
Un obiettivo, quello della piena responsabilizzazione degli uomini, fatto proprio dalle Nazioni Unite con la campagna HeForShe di cui è testimonial Emma Watson. Nel suo celebre discorso dello scorso anno, l’attrice ha centrato quello che per noi – si legge nella nota – è il punto: anche gli uomini sono imprigionati negli stereotipi di genere che li riguardano. E quando se ne libereranno, le cose cambieranno anche per le donne.
