Isola Liri – Disabile “rispedito” a casa dal preside perchè “ingestibile”

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Un pugno all’integrazione ed al sostegno degli alunni diversamente abili. Una storia che indigna, che suscita rabbia e sconcerto. E’ quella di un ragazzino diversamente abile di Isola Liri “rispedito” letteralmente a casa dal preside di un istituto superiore di Sora perchè ritenuto ingestibile. I fatti si sono verificati pochi giorni fa ma la questione è destinata a finire davanti al Giudice. Perchè la famiglia, dopo aver chiesto per giorni agli organi scolastici i motivi di quel provvedimento non hanno ancora avuto le dovute risposte. Si sono quindi affidati ad un legale, l’avvocato Amleto Iafrate, che ha presentato un ricorso d’urgenza presso il Tribunale della Repubblica di Cassino. Ma vediamo cosa è accaduto.

Il ragazzino, affetto da un ritardo mentale e del linguaggio, dopo aver conseguito con ottimo profitto il diploma di licenza media, si è iscritto in un istituto di Sora, iniziando a frequentare quotidianamente le lezioni assistito da una insegnante di sostegno con regolare inserimento nel programma scolastico e con un piano educativo specifico. “Inaspettatamente – spiega l’avvocato Iafrate – alle ore 10 del 3 novembre – il dirigente scolastico convoca d’urgenza telefonicamente il padre del minore che, una volta a scuola, si sente dire “se lo riporti immediatamente a casa”. Inutili le richieste del padre di conoscere le motivazioni del provvedimento espulsivo, peraltro intimato solo oralmente. amleto_iafrateVisibilmente scosso e disorientato il ragazzino che per tutta la giornata è rimasto chiuso nella sua cameretta da dove è uscito solamente per farsi massaggiare la mandibola con una pomata senza parlare. Questo anche nei giorni successivi”. I genitori hanno chiesto insistentemente spiegazioni al preside, all’insegnante di sostegno ma senza esito, quindi hanno inviato una Pec di diffida, anche questa senza riscontro, infine si sono affidati ad un legale. Nessuno ad oggi ha saputo fornire spiegazioni alla famiglia sul brutale allontanamento. E intanto il minore sta subendo “un trauma fisico e psichico grave, con aspetti di chiusura e isolamento sia relazionale che affettivo. E’ terrorizzato, emarginato e stressato, e manifesta atteggiamenti ostili anche nei confronti di familiari e amici, reagendo alle domande con agitazione e ansia>. Inoltre è rimasto indietro nel programma educativo e didattico. Insomma davvero una situazione assurda considerato che si è verificata a scuola, il luogo deputato alla crescita, al confronto, all’amicizia, all’educazione. Per tutti questi motivi l’avvocato Iafrate ha presentato ricorso d’urgenza contro l’Ufficio Scolastico regionale per il Lazio, l’istituto in cui si sono verificati i fatti e il Ministero dell’Istruzione. Roberta Pugliesi
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