Cassino – Scandalo Vittorelli, le reazioni della gente

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Solo profano. In ogni singolo atteggiamento. L’esser Sacro di Pietro Vittorelli era solo una questione di facciata. A dissipare ogni dubbio, ogni remora ci ha pensato ancora una volta il sito internet Dagospia. Ieri sera sulla home page, oltre alla ormai conosciuta ‘bocca di rosa’ dell’ex abate emerito di Montecassino, Roberto D’Agostino ha pubblicato la foto dei messaggi che l’austero prelato inviava ad un suo intimo amico. Non parole di conforto, speranza e onestà di animo ma solo una sequela di volgarità che avrebbero fatto rabbrividire anche la buonanima di Moana Pozzi. Nel dialogo virtuale Pietro Vittorelli spiega senza giri di parole quale sia il suo reale stile di vita. Ora et Labora solo per i fessi.

Perché nonostante l’abito ed il fatto che fosse monaco il signorotto di San Vittore del Lazio è arrivato a spendere oltre 1200 euro di cosmetici in profumeria, sempre utilizzando il danaro della Diocesi. E se l’aspetto fisico doveva essere sempre al top – basta vedere le somme sborsate nelle boutique di Gucci e Prada – anche l’appetito doveva trovare lo stesso, identico appagamento: 800 euro di spesa in una rinomata salumeria della Capitale. Per non parlare dei conti saldati, sempre sulla pelle dello stracciato, in decine di ristoranti di mezza Europa. Cifre che in diversi casi superano i mille euro a serata. Che l’ex reggente del monastero benedettino fosse ‘chiacchierato’, a Cassino e soprattutto nei corridoi della Procura era cosa nota. Intercettato in una conversazione con un suo parente, finito coinvolto in una presunta truffa alla Asl, l’allora vescovo della Diocesi di Montecassino esordiva ‘abbi fede, il Procuratore Capo è una brava persona e vedrai…’. Quel Procuratore Capo era il cattolicissimo Mario Mercone, un magistrato vecchio stampo e talmente tanto ligio al dovere da non tollerare interferenze e che, concluse le indagini, chiede ed ottiene il rinvio a giudizio per quegli indagati eccellenti. Oppure quando, sempre nel monastero e sempre Pietro Vittorelli, offre un ‘soggiorno spirituale’ a Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita caduto in disgrazia per ammanchi milionari. Cassino oggi è devastata e annichilita da quella vergogna di cui non ha colpe e chiedono le scuse da quell’uomo tanto amato e che per molto tempo è stato un vero e proprio punto di riferimento e che oggi si ritrova ad essere ‘n’omo nella nebbia perché nun po’ parla’ manco cor cielo…’. Cantava Califano. Angela Nicoletti
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