L’Analisi Tattica – Un Frosinone troppo “leggero” contro l’Udinese..

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Peccato.

E’ questo che mi viene da dire dopo aver visto Udinese-Frosinone. Peccato, perchè forse con maggiore lucidità e un briciolo di fortuna in più, il risultato sarebbe potuto esser diverso. Peccato, perchè sinceramente il 4-3-3 (o 4-4-2 a tratti) visto al Friuli non mi è dispiaciuto del tutto. Peccato, per quella punizione tanto insidiosa quanto lenta di Francesco Lodi, il grande ex dell’incontro. Ok, basta dire: “Peccato”. Tornando seri, da un punto di vista tattico la squadra di mister Stellone è sembrata organizzata e quadrata. I primi minuti, complice l’avvio a mille dei bianconeri, si è riscontrata qualche amnesia sugli esterni ma nulla di più. Forse, ad esser sinceri, è mancato un po’ di peso all’attacco giallazzurro. Castillo e Carlini, nonostante la gamba e la freschezza atletica, non hanno quei centimetri in grado di metter in difficoltà i tre giganti bianconeri: Wague, Danilo e Felipe. Il Frosinone ha quindi giocato palla a terra, ma nel primo tempo in avanti non si è visto granchè tranne qualche tiro dal limite. Castillo e Carlini si son dannati, specialmente il cileno il quale si è impegnato tantissimo ma è sembrato sempre troppo affrettato in area avversaria. Nella ripresa complice gli ingressi di Soddimo e Dionisi si è vista qualcosina in più, ma c’è da sottolineare la mancanza di supporto da parte del centrocampo. Ci saremmo aspettati, ad esempio, una prestazione differente anche da parte di Tonev. Il bulgaro non è mai riuscito ad entrare in partita, e non ha svolto il proprio dovere di ago tra centrocampo ed attacco. Insomma, una giornata no che però ha regalato qualche nota positiva. La compattezza dei quattro dietro è stata sufficiente, con Diakité che come al solito ha guidato i suoi. Buona prova anche per Matteo Ciofani che in qualche occasione ha provato a supportare Frara sull’out destro. Il verbo da usare ora è ripartire; ripartire perchè tra poco più di quarantotto ore ci sarà la sfida salvezza tra Frosinone e Carpi.   Nunzio Danilo Ferraioli 
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