Grande vittoria per la FMC Ferentino contro la Viola Reggio Calabria, tornano i nostri giudizi sui migliori e i peggiori del match nella rubrica Top & Flop.
TOP Angelo Gigli. Prestazione sopra le righe per tutto il reparto lunghi, che ha superato una batteria di pivot molto attrezzata come quella calabrese, perciò giudizio che si allarga anche a Benevelli e Raymond. Citiamo l’ex Olimpia perché ha vinto il duello sotto canestro contro Crosariol che fisicamente lo sovrastava, dimostra ancora di possedere un bagaglio tecnico sconfinato e sfiora la doppia doppia con una prova silenziosa. Grande risposta nel lavoro a rimbalzo dopo le critiche delle ultime settimane. Federico Fucà. Che gioco! Vedere la FMC in campo è stato un piacere per gli occhi, gli amaranto hanno soddisfatto anche i palati più sopraffini con un attacco spumeggiante. Aveva chiesto passaggi e dinamismo, la squadra ha seguito alla perfezione i suoi dettami, facendo circolare il pallone a tutta velocità. Questa è sempre di più la FMC Ferentino di Federico Fucà, cosa non scontata dopo sole quattro partite con un roster rivoluzionato. Tommaso Carnovali. Il “tiro ignorante” da tre punti in transizione dice tutta sulla personalità di questo ragazzo. Non si tira mai indietro e gioca con una faccia tosta scostante, sia quando segna sia quando spara a salve come contro Agropoli. A 22 anni, in una squadra di vertice, alla prima esperienza lontano da casa: non gli mancano gli attributi, il futuro è suo ma si sta prendendo anche il presente. Roberto Rullo. Il faro della Viola. Ultimo ad arrendersi, encomiabile per voglia e l’ottima prestazione offensiva. In questa categoria è uno in grado di spostare gli equilibri. FLOP Valerio Spinelli. Lui stesso ha ammesso di aver giocato una partita sottotono. La gestione del pallone non è impeccabile perché i lunghi hanno ricevuto pochissimi rifornimenti, anche a livello personale si vede solo a tratti: sarebbe servito qualcosa in più per contrastare Ferentino senza Austin Freeman. L’atteggiamento, comunque, è sempre stato battagliero. Marco Mordente. Qualche lampo sporadico ma la sua stagione non riesce a decollare. Ci si sarebbe aspettati il salto di qualità ma non riesce a trovare la continuità nell’arco della gara, segno di una condizione fisica ancora precaria. E’ chiamato a compiere in fretta lo step successivo altrimenti le cose inizieranno a complicarsi per la sua Bermé, priva dell’asso americano. Nota. Prova incolore per Matteo Imbrò, che non viene inserito perché sceglie saggiamente di rimanere nell’ombra e lavorare per i compagni, praticamente tutti in una gran serata. Segno di maturità, necessaria ad un playmaker che punta in alto come lui, ma è chiaro che dovrà migliorare quando le partite saranno più complicate.
