In piazza Marconi le fazioni sono pronte a dar battaglia. Il gruppo Fontana-D’Ambrosio-Lillo e i renziani di Russo vogliono un direttorio che riduca il potere del segretario altrimenti andranno avanti con la sfiducia. I sostenitori di Mosillo rispondono con la proposta di una delegazione elettorale per non stravolgere gli equilibri usciti dalle urne congressuali. 19 i voti per il gruppone della sfiducia; 10 quelli per il segretario. Ai 30 eletti nel direttivo manca Michele Giannì. Sulla carta Mosillo non avrebbe la maggioranza ma il jolly nella manica del segretario ha la faccia di Giuseppe Golini Petrarcone. Il sindaco, consapevole che la partita vera non è sulla segreteria ma quella delle primarie potrebbe “dirottare” a favore di Mosillo 4 membri del direttivo eletti nella lista di Russo all’ultimo congresso. I numeri così cambierebbero. Le “trasfusioni” nel direttivo, con l’allargamento ai rappresentanti eletti negli organismi nazionali e regionali del partito potrebbero garantire a Mosillo forse un altro voto, quello del segretario dei giovani Paolo Iovine. Cardarelli e D’Onofrio, membri del regionale, sarebbero dati per assenti. Alla fine finirebbe 15 pari. A Mosillo per mantenere la maggioranza mancherebbe un voto, quello di Michele Giannì. Raggiunto telefonicamente conferma: “Non vedo la necessità di rientrare in sezione legittimando un congresso che è sempre sub judice. Il ricorso sulle 50 schede imbucate è ancora in piedi. Prima ristabiliamo le regole e poi saremo legittimati a discutere di sindaci e primarie”.
La redazione di Cassino
