Sora – Raccolta firme per nonno Franco, vittima della strada

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Si è costituito un comitato spontaneo dopo la tragica scomparsa di Franco Gemmiti, travolto mentre era in sella alla sua bicicletta insieme  al nipotino di un anno. Il comitato ha dato il via ad una petizione per chiedere la messa  in sicurezza della strada, con i dossi artificiali gli attraversamenti  pedonali ed un encomio per nonno Franco. Il contratto di lavoro dei dipendenti Asl consente, infatti, encomi per quei lavoratori che si sono distinti nella loro professionalità rivolta agli ammalati. Franco come noto era una persona che si dedicava completamente agli altri. Incolmabile il vuoto lasciato. (Dir)

Ecco il testo della petizione: “Messa in sicurezza tratto stradale”Ponte Ricciotto, Grignano, Croce Branca”. La bellezza della vita, ciò per cui vale la pena viverla e che può essere perso in un solo attimo. Per una distrazione, un’infrazione o un bicchiere di troppo. C’è tutto questo dentro “Egregio Prefetto, Sindaco, Direttore Generale USL Frosinone, viviamo a Sora scriviamo per segnalare la ricorrente pericolosità, – l’esorbitante pericolosità – , del tratto stradale denominato “Romana Selva, Grignano, Ponte Ricciotto, Croce Branca” dove troppo spesso, da anni, avvengono sinistri che mietono vittime; proprio qui, in contiguità del centro urbano, la cronaca giornalistica locale e nazionale si è soffermata più volte nel divulgare notizie struggenti di vite umane spezzate o tragicamente segnate. Proprio qui il diciassette agosto 2015, – soltanto ieri -,  un “grande uomo”, è stato ammazzato da uno “sciagurato pilota”. Vogliamo soffermarci proprio su questa tragedia e dare voce al “grande uomo”,  il caro concittadino Franco Gemmiti che è rimasto ucciso mentre era in bicicletta portando con sé il nipote indenne per miracolo. A causare la morte di Franco un altro sorano che aveva il tasso alcolemico superiore al limite consentito dalla norma vigente, con la patente di guida revocata e che si è dato alla fuga senza prestare immediato soccorso. Ma chi era Franco? Un infermiere da qualche tempo in pensione, contemporaneamente silenzioso e allegro, un buon padre e un buon nonno; Franco è stato varie volte in prima linea per la “solidarietà” e nel volontariato. Franco, fino a quando lavorava, era molto stimato per la disponibilità personale oltre l’orario di lavoro e noto per la passione per ciò che faceva che andava ben oltre l’assistenza infermieristica e la professionalità  socio-sanitaria. Franco Gemmiti, tra l’altro, per diverso tempo, ha operato nell’assistenza domiciliare integrata e a casa di tanti malati era considerato una sorta di angelo custode. Cosa altro dire?  Ci viene da gridare al miracolo se pensiamo al nipote,- di un anno e mezzo -, che ha avuto solo escoriazioni e che nell’impatto è caduto sul ciglio della strada. Certi dell’umanità di Franco Gemmiti e dell’altruismo che albergava in lui, ci viene da pensare che abbia ben visto l’automobile che lo stava per travolgere e che d’istinto abbia lanciato via dalla sua rovinosa traiettoria il suo amato nipote per tentare di salvaguardarlo. Non abbiamo parole, – e non possiamo averne invece -, per chi lo ha ucciso quel giorno mettendosi alla guida di un auto schiacciando troppo l’acceleratore; auspichiamo che questa persona non cerchi di sottrarsi ancora alle proprie responsabilità cercando le “attenuanti del caso”. Sono troppi i morti sul nero asfalto, sono tanti i nuclei familiari e i “sopravvissuti” segnati per sempre dagli incidenti stradali il più delle volte causati dall’alta velocità, dalla cattiva manutenzione e da pirati della strada; raramente ci mette il dito la cattiva sorte e, purtroppo, sempre più spesso ci sono automobilisti “legati” al mix di alcol e droga. Alle autorità tutte, –  ciascuna per le proprie competenze -, chiediamo l’encomio per Franco Gemmiti per merito della  dedizione ai malati che ha assistito e per aver presumibilmente salvato il proprio nipote dalla morte.Chiediamo di attivare misure davvero efficaci nel settore della sicurezza stradale sull’arteria viaria Grignano-Ponte Ricciotto-Croce Branca mediante l’istallazione di attraversamenti pedonali rialzati o dossi artificiali in prossimità delle pensiline dell’autobus del trasporto pubblico locale, che quotidianamente sono gremite dagli studenti e al posto delle attuali zebre pedonali in concomitanza degli esercizi commerciali con altissimo transito di pedoni. Chiediamo, inoltre, il rifacimento delle segnaletiche orizzontali e verticali e l’introduzione delle bande sonore sul bitume stradale. Al Prefetto di Frosinone chiediamo, inoltre, di emanare apposito decreto per l’inserimento del tratto stradale denominato “Romana Selva, Grignano, Ponte Ricciotto” tra le strade pericolose della provincia. “Non vogliamo più piangere i nostri cari. L’Italia è fra gli ultimi Paesi d’Europa per la sicurezza sulle strade di automobilisti e pedoni. L’Italia si distingue negativamente dal resto d’Europa nelle misure utilizzate per scongiurare le stragi della strada, dopo ogni incidente drammaticamente grave, chi viene leso è colpito anche da una giustizia lenta e superficiale che non porta alla punizione dei responsabili con pene commisurate alla gravità dei loro reati e che spesso sono recidivi. Purtroppo capita spesso di non assicurare alle vittime o ai loro familiari un risarcimento equo”. Roberta Pugliesi

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