EDITORIALE – Il senso d’appartenenza e quelle nuvole più belle

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E’ stata scritta la storia, e non per il risultato finale sia ben chiaro.

Il Frosinone ha regalato un pomeriggio all’insegna del senso di appartenenza, un qualcosa che forse in questo calcio malato hanno dimenticato. L’orgoglio di un popolo che quando va in vacanza o comunque lontano dalla propria terra, e si sente dire: “Ah sei di Frosinone, vicino Roma”, non la prende bene o comunque tende a precisare. Perchè la Ciociaria ha una storia tutta propria, che forse in pochi conoscono realmente. Ma questa è tutta un’altra storia e non vorrei dilungarmi come mio solito. Tornando a ieri, l’emozione è tanta, forse troppa. Percorrere l’autostrada ed incontrare tantissime automobili con i vessilli giallazzurri, che andavano forse a rilento per godersi fino all’ultimo secondo quel viaggio. Varcare i primi cancelli dell’Olimpico, ed udire netto e chiaro quel: “Noi siamo Razza Ciociara”. Un coro che vale più di mille parole. Uscire dallo stadio di notte, e vedere le navette Atac colorate di giallazzurro come non mai. Per un giorno Frosinone e la sua provincia si è trasferita a Roma. Circa 4mila tifosi in trasferta non è roba da tutti i giorni. A prescindere dal risultato finale, il popolo ciociaro ha vinto. Ha vinto con le sue doti che ormai conosciamo bene: orgoglio, umiltà ma anche senso d’appartenenza. Dieci, cento, mille favole come quelle di ieri. Favole dove le nuvole si tingono di giallo e di azzurro. E forse è proprio come diceva, Jules Renard: Il mio paese è là dove passano le nuvole più belle”.     Nunzio Danilo Ferraioli
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