Insulti e sputi. Linciaggio per Antonio Palleschi, il “mostro del Fibreno” che oggi è entrato nell’aula del tribunale della Repubblica di Cassino per uscire pochi minuti dopo, il tempo delle formalità. Palleschi ha chiesto infatti di non partecipare all’udienza preliminare. Il gip Lanna non ha accolto la richiesta della difesa di subordinare il rito alternativo alla perizia psichiatrica. Si torna in aula, probabilmente per la sentenza, il prossimo 29 ottobre.
Visibilmente ingrassato,con una maglia grigia, un jeans, aveva i capelli ordinati ed era sbarbato. Il clima in piazza Labriola era particolarmente teso ed infuocato. Centinaia le persone presenti che hanno fatto sentire la loro voce e la loro vicinanza alla famiglia Palleschi. Il Gip Lanna ha accolto la richiesta formulata dalla difesa di procedere con il rito alternativo. Non ha invece ammesso la richiesta di costituzione delle parti civili per i Comuni di Campoli e di Sora rappresentata oggi dal sindaco Ernesto Tersigni, dagli assessori Maria Paola D’Orazio e Agostino Di Pucchio e con il Magg. Della Polizia Locale Rocco Dei Cicchi. Presenti anche i consiglieri Cascone e Ascione. Oltre ai due Comuni avevano chiesto di costituirsi parte civile anche le associazioni Risorse Donna Onlus, Telefono Rosa e Sos Donna.
Sulla richiesta della perizia psichiatrica formulata dalla difesa la dott.ssa Siravo ha sostenuto che la condotta dell’imputato in questi dieci mesi di carcere è stata lineare e non ha dato adito a particolari dubbi sulle condizioni psicofische di Palleschi. Alle 19.15 il Gip si è pronunciato: no alla perizia psichiatrica, il rito abbreviato sarà secco. Si torna in aula il prossimo 29 ottobre e si attende una sentenza, con l’auspicio che sia piena e – come chiedono a gran voce i familiari sia esemplare.
Roberta Pugliesi
