Cassino – Attesa per dicembre le sentenza sull’infanticidio di Pico

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Disperazione a confronto. Due famiglie pronte a distorcere la verità per salvare due giovani da una condanna pesante. Per scongiurare loro il pericolo di un’eventuale detenzione in carcere. La Corte d’Assise per l’Infanticidio di Pico, ieri mattina in tribunale a Cassino, è stata teatro di spaccati di una vita familiare che non tornerà mai più. Serenità e senso di pace ormai sentimenti lontani, spazzati via da quel dubbio atroce: quella bambina poteva essere ancora in vita? Da un lato la madre della giovane partoriente e dinanzi a lei il padre del ragazzo. Volti segnati dal sonno perduto. Ognuno di loro ha strenuamente difeso il figlio o la figlia. Poi è toccato alle sorelle dei due imputati che come leonesse hanno cercato di proteggere i loro cuccioli. Perché nella mente di tutti i protagonisti della vicenda è maturata una sola convinzione: troppo giovani per poter affrontare un cosa così grande. Nessuna parola di pietà, nessuna di rammarico verso l’unico, innocente cucciolo. Quella bambina partorita forse con uno strappo e forse viva che ha visto la luce prima e il buio di un sacchetto di plastica nero poi. Nessuna bara bianca e nessun omaggio di fiori e palloncini come ogni angioletto meriterebbe. La sentenza del processo per l’uccisione della neonata di Pico è stata fissata per il prossimo 18 dicembre. La ragazza è difesa dall’avvocato Sandro Salera. L’ex fidanzato dagli avvocati Velio Di Rezza e Sandro Danella
Angela Nicoletti

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