Sora – Khaled al Assad, un eroe dei nostri tempi: la città lo ricorda

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Da oggi e fino al 20 settembre, il Museo della “Media Valle del Liri” sarà intitolato a Khaled al-Asaad, martire di Palmira ed eroe del nostro tempo, ucciso dall’Isis il 18 agosto scorso. La città di Sora, inoltre, si prepara a festeggiare le “GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 2015”. In occasione di tale evento il Museo della Media Valle del Liri, per la giornata di Sabato 19 settembre, propone “IL MUSEO …VA IN PIAZZA”.

Un mese fa, il 18 agosto, è stato ucciso in modo atroce dall’ISIS lo studioso Khaled Assad (82 anni), un uomo mite, di grande cultura, che ha dedicato tutta la sua vita allo studio del patrimonio storico-archeologico siriano. Il Professore Assad è stato il principale artefice della valorizzazione del sito UNESCO di Palmira che ha diretto per circa 50 anni. E’ stato decapitato e appeso ad un palo a testa in giù come apostata e traditore perché non ha voluto rivelare il luogo dove ha nascosto i beni archeologici più preziosi di Palmira, prima che venisse conquistata dall’ISIS. Non ha voluto abbandonare la Sua città nonostante tutti lo avessero consigliato di andar via prima che fosse troppo tardi. Un esempio eroico di resistenza da parte di un uomo di cultura che non ha avuto paura dei barbari che imperversano nel mondo. Un EROE dei nostri tempi che ha sacrificato la sua vita per assicurare alle generazioni future la possibilità di ricucire la memoria storica e di essere ancora un popolo pensante e civile. Questa barbarie, risultato dalle politiche sconsiderate dei governi dell’occidente in Irak, Siria, Libia ecc, imperversa ora senza freni proprio nei luoghi dove è nata la nostra civiltà e dove si cerca di farla terminare. E’ stata scoperchiata la botola che chiudeva l’ingresso dell’inferno. Colpire la cultura e la memoria storica è la vera negazione della civiltà umana e l’ISIS cerca di cancellare l’identità di interi popoli, l’essenza stessa dell’umanità e del vivere civile. ASSAD onoreOggi il anche il Museo della Media Valle del Liri, si unisce a tutti i musei italiani con l’intitolazione a Khaled Asaad: nel corso della mattinata saranno proiettate immagini relative a questo personaggio e al sito di Palmira. Un pensiero ad Assad testimone del nostro tempo e all’eroico popolo curdo che quasi da solo sta combattendo contro l’ISIS. Anche nelle due giornate che seguiranno il Museo, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (GEP 2015), sarà intitolato ad Asaad. Anche quest’anno il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha aderito alla manifestazione promossa nel 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea con l’intento di potenziare e favorire il dialogo e lo scambio in ambito culturale tra le Nazioni europee. MUSEO IN PIAZZA 19 settIn occasione di tale evento il Museo della Media Valle del Liri, per la giornata di Sabato 19 settembre, propone “IL MUSEO …VA IN PIAZZA”: un’intera giornata all’insegna di Archeologia, Storia, Arte e Architettura, con l’obiettivo di guidare il pubblico, di ogni età, alla riscoperta di un Patrimonio comune e alla rivalutazione della nostra identità culturale. Per l’intera giornata, a partire dalle ore 9.00 fino alle 19.00, all’interno del Museo e nell’antistante piazza Mayer Ross si svolgeranno una serie di attività, dimostrazioni e laboratori nel corso dei quali i visitatori potranno interagire in modo coinvolgente, dinamico e innovativo. In particolare si svolgeranno laboratori didattici di:
  • archeologia sperimentale (ceramica, tessitura, mosaico, scavo archeologico simulato);
  • simulazioni di tecniche di lavorazione della pergamena;
  • dimostrazioni di stampa antica a caratteri mobili manuale e xilografica;
  • restauro e rilegatura di testi antichi;
  • workshop di scansione e stampa 3D (live show di modellazione e stampa 3D incentrato su Palazzo dei Pezzenti e altri edifici storici della città; laboratorio didattico con scansione 3D di reperti presenti nel museo attraverso software opensource e successiva riproduzione attraverso la stampa 3D).
Tutti i laboratori saranno tenuti da specialisti del settore (architetti Paolo Emilio Bellisario e Stefano Grimaldi)  che cercheranno di spiegare, nel dettaglio, i vari procedimenti di scansione dei reperti anche tramite tablet o cellulari per una divulgazione accessibile a tutti del patrimonio museale. A completare l’offerta delle attività, dalle ore 9.00 alle ore 12.00, presso il front-office della Biblioteca Comunale, sarà allestita una mostra del patrimonio archivistico dell’Archivio Storico comunale. La mattinata sarà dedicata in via preferenziale alle scuole che hanno accolto l’invito del Sindaco a partecipare, in particolare faranno visita al museo le classi 4 e 5 della Scuola Primaria, mentre per tutto il pomeriggio, a partire dalle ore 15.00, si aprirà al vasto pubblico, di adulti e di bambini. In piazza Santa Restituta sarà allestito un Info-point, che sarà curato dalle ragazze del Servizio Civile dell’Informa Giovani della città di Sora, con il fine di fornire tutte le informazioni sull’iniziativa e di invitare alla visita presso il Museo. Gli scopi principali di queste attività sono due: l’acquisizione di informazioni relative alle tecniche, ai materiali e all’utilizzo delle risorse da parte delle popolazioni antiche; la dimostrazione di queste complesse attività al pubblico, che può direttamente entrare in contatto con la storia della tecnologia. Il-Museo-va-in-piazzaL’idea di “Il Museo va in piazza” muove soprattutto dal fatto che oggi i musei sono spesso frequentati con atteggiamenti di fretta, sufficienza e insofferenza. La barriera psicologica principale – e questo non riguarda solo bambini e adolescenti – è sicuramente costituita dalle rappresentazioni mentali che riceviamo ed elaboriamo nel corso della vita sul concetto stesso di museo. Già di per sé la parola evoca qualcosa di vecchio, di passato e lontano. In particolare nei musei archeologici l’incompletezza, il silenzio e il mistero che avvolge la maggior parte degli reperti esposti provoca, soprattutto nei bambini, ansia da frammentazione e sentimenti di insicurezza e separazione. Il voler toccare gli oggetti al museo, così come l’intrattenere relazioni distraenti con i compagni o anche il bisogno di correre e di gridare sono manifestazioni di quest’ansia ed esprimono un bisogno profondo di contatto e di vicinanza, rassicurante e vitale. I laboratori didattici devovo, quindi, interpretare ottimamente l’esigenza del bambino di sentirsi protagonista attivo e soddisfano intuitivamente il suo bisogno di contatto concreto con gli oggetti della conoscenza. Uno dei compiti principali della didattica museale è, quindi, quello di ristabilire il dialogo, la comunicazione fra questi oggetti (sicuramente non nati per essere custoditi nei musei) e il pubblico che deve essere messo in condizione di ricostruire il contesto originario di tali reperti. Solo così possiamo pensare di trasformare il loro silenzio, l’incompletezza e il mistero in curiosità, interpretazione e scoperta. Le strategie didattiche cercano di colmare i vuoti e i silenzi, di offrire risposte a chi non sa darle. A spingere il Museo ad “andare in piazza” è stata anche la convinzione, che in questi due anni di attività ha animato l’operato del Direttore Scientifico: ossia l’idea che per promuovere questo tipo di Cultura, ai nostri giorni sia assolutamente importante – oltre che la fondamentale comunicazione attraverso i social network – anche uscire fisicamente dall’autoreferenzialità e andare incontro ai cittadini. Il Direttore del Museo, dott.ssa Manuela Cerqua, ideatrice e coordinatrice della manifestazione, intende ringraziare pubblicamente tutti i professionisti, i tirocinanti, gli operatori museali che si sono messi a disposizione, ciascuno per le proprie competenze per offrire ai visitatori un ampio ventaglio di attività, in particolare: il mastro tipografo Franco Taglione, l’artista Roberto Cinti, il restauratore librario Rocco Giammarco, gli architetti Paolo Bellissario e Stefano Grimaldi, gli archeologi Davide Pagliarosi, Francesca della Porta, Simone Vitale, le tirocinanti Maria Lauretana Crivello e Ilaria Caringi, lo staff del museo, e tutti coloro che in diversa forma hanno contribuito. Un particolare ringraziamento va a tutti i visitatori che vorranno accogliere l’invito a partecipare.    
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