Come ogni fine settimana estivo ecco scattare i nuovi ritocchi all’insù dei prezzi dei carburanti nonostante la diminuzione del prezzo del greggio ed è evidente che si tratta di aumenti del tutto immotivati, che creano danni non solo agli automobilisti, che continuano a pagare oltre 6 centesimi di troppo sul prezzo dei carburanti, ma, più in generale, a tutti i cittadini, dal momento che l’86% dei beni in Italia è trasportato su gomma.
Un andamento intollerabile, a cui il Governo deve porre immediatamente un freno perché non dimentichiamo che l’incremento ingiustificato dei costi dei carburanti, oltre a determinare ricadute sui prezzi di beni e servizi, inciderà in maniera pesante sull’andamento della domanda turistica, facendo ridurre ulteriormente il budget del già esiguo numero di famiglie per le vacanze estive. Per questo è fondamentale avviare un serio, attento, ma soprattutto severo monitoraggio dell’andamento dei prezzi dei carburanti, mettendoli in rapporto, come noi facciamo da sempre, con le quotazioni del petrolio e con il cambio Euro-Dollaro. Inoltre è necessario intervenire concretamente per consentire una tangibile riduzione dei prezzi grazie a una razionalizzazione della rete di distribuzione, un incremento dell’efficienza dell’intero settore favorendo ad esempio la realizzazione delle cosiddette “pompe bianche” cioè senza marchi delle multinazionali dei carburanti ed un serio piano di abbattimento delle tasse sui carburanti, anche attraverso l’introduzione dell’accisa mobile. È ora che il Governo la smetta di fare cassa con il continuo incremento delle accise sui carburanti. La tassazione in tale settore ha raggiunto ormai livelli insostenibili, ampiamente al di sopra della media Europea: basti pensare che, in Italia, sul prezzo di un litro di benzina oltre 1 Euro va al fisco. Un livello così elevato della tassazione risulta dannoso anche per l’Erario stesso: la contrazione dei consumi in tale settore, infatti, solo nel 2014 ha comportato un minore incasso di quasi un miliardo di Euro. Dobbiamo poi aggiungere che come lo scorso anno la Guardia di Finanza ha controllato le pompe di carburante e come lo scorso anno una parte considerevole dei controllati è fuori regola. Ora basta con questi inganni che colpiscono i cittadini già vessati da imposte ed accise troppo alte, basta anche da titoloni che non portano a nulla di concreto. I Consumatori hanno il sacrosanto diritto di bandire dai loro rifornimenti i gestori scorretti, fuori i nomi di chi truffa anche a garanzia degli onesti. Konsumer Italia invita i cittadini a conservare le copie comprovanti gli acquisti con bancomat e carta di credito per partecipare alla richiesta di danni collettiva che Konsumer Italia organizzerà attraverso il suo centro giuridico. Chi ha truffato deve risarcire i consumatori ed anche i marchi dei distributori saranno oggetto di un approfondimento specifico per verificarne le eventuali responsabilità. E’ vergognoso pensare al 30% dei distributori di carburante inclini all’inganno, è ora che a costoro vengano ritirate le licenze. Comunicato stampa – Konsumer Italia Frosinone
