EDITORIALE – Frosinone, la Serie A non è per tutti!

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) E’ una notte di fine estate, l’afa di qualche settimana fa è un ricordo, ma forse tornerà. La tastiera è illuminata come Steve Jobs aveva fortemente voluto nel dare vita alla generazione Apple.

In sottofondo “Odio Pieno” una delle pietre miliari del rap italiano, firmato dai Colle der Fomento nel 1996. Ripenso agli ultimi anni lavorativi. Onestamente con nostalgia e un po’ di rabbia. Tutto ciò ora sembra così lontano, così drasticamente dimenticato. Già perché nessuno, e ripeto nessuno, in questi mesi, settimane o giorni ha mosso un dito! La serie A del Frosinone Calcio, dei suoi tifosi, dei tanti che l’hanno costruita non sarà purtroppo per tutti. La serie A non fa sconti, non ha molto di sentimentale. E’ business, con pochissimo spazio per il sociale e per il resto. “Business is business” esclamano a “Wall Street” da decenni, ma anche nei palazzi del potere calcistico questa terminologia è molto familiare. Sapere di essere tra le poche realtà editoriali e tra i pochi giornalisti sportivi accreditati ufficialmente in Lega Calcio per seguire il Frosinone Calcio sia in casa che in trasferta è motivo di vanto e orgoglio per me, per il gruppo editoriale che mi ha fortemente voluto a metà luglio nel suo staff, e perché con pochi altri colleghi (li conto sulle dita di una mano!) potremo dire di rappresentare anche noi il Frosinone in questa storica stagione nell’Olimpo del calcio italiano. Non sarà una serie A per tutti già, mi sarebbe piaciuto anche altro, senza falsa ipocrisia, ma non mi sarà permesso. A testa alta, “pieno di odio” nei confronti di chi poteva e doveva fare e non ha fatto, anzi! Tg24Sport in primis e anche Radio Day (Passione Frosinone) credono in me e non ho alcune intenzione di deluderli, tutt’altro! Questa serie A non sarà purtroppo di tutti, e mi dispiace per coloro i quali in questi anni hanno dato l’anima per ogni mio progetto, ogni mia folle idea e non potranno fare anche di più per il Frosinone in serie A. Per loro rispetto e massima riconoscenza. Lotterò e farò sentire alta la mia voce ancora più forte, consapevole che anche altri avrebbero meritato di farlo e che in fondo, molti di quelli che lo faranno quest’anno non lo meritano, perché questa serie A non gli appartiene! Alessandro Andrelli
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