È datato 3 agosto l’Atto deliberativo n°882 del D.G. Asl Mastrobuono con il quale si chiude il Reparto Ostetricia in favore della Casa della Maternità. Qualche spiraglio per le richieste dei Comitati è contenuto tra le righe del testo. Stamattina, intanto, sit-in in forma ridotta davanti la ASL.
Ormai è cosa fatta. Con Delibera del 3 agosto scorso, la ASL frusinate ha dato il via definitivo alla nascita della Casa del Parto (extra-ospedaliero benché sito fisicamente nel nosocomio) e alla chiusura del Reparto di Ostetricia e Ginecologia. Tutto questo mentre la lotta dei Comitati continua incessante. Ieri, infatti, c’è stato l’incontro pubblico con il Sen. Borghezio della Lega Nord che ha ascoltato e registrato tutte le rimostranze dei manifestanti ma anche dei medici, con la promessa di presentare interpellanze urgenti e di intervenire a favore della sanità locale, in particolare in difesa di Alatri e Sora che stanno subendo continui depotenziamenti, almeno stando a quanto dicono da mesi Comitati e personale. Questa mattina, invece, 5 persone in rappresentanza dei Comitati, per non incappare in problemi di Ordine pubblico e autorizzazioni, si sono recati davanti la palazzina della Direzione Generale ASL a Frosinone per manifestare in silenzio con degli striscioni. Proviamo a vedere nei dettagli della Delibera appena approvata alcuni punti che ci sembrano interessanti. La prima cosa che va registrata, ma non stupisce nessuno anzi era prevista e prevedibile, è l’unanimità di giudizio dei Dirigenti che l’hanno firmata assieme alla
Mastrobuono, ovvero il Direttore Amministrativo Piccoli Mazzini, il Direttore Sanitario Testa e la d.ssa Lucidi, responsabile del procedimento in quanto rappresentante dell’Ospedale alatrense. La seconda cosa che notiamo e che sottolineiamo è che nelle premesse del progetto si dice testualmente che :”è necessario garantire alla donna in gestazione, al parto e al neonato il massimo livello assistenziale in ambito NON OSPEDALIERO” e che “ la Casa della Maternità non è una struttura ospedaliera ma trova la sua collocazione nell’ambito dell’offerta sanitaria sul territorio” ovvero viene ribadito che non si tratta di un servizio propriamente medico, ma assistenziale ed esterno che solo per motivi contingenti è stato situato all’interno dei locali del San Benedetto e si ribadisce, però, anche che “ è prevista l’integrazione con la struttura specialistica ostetrico-ginecologica che è indentificata con la Struttura Complessa Ginecologia-Ostetricia dello Spaziani di Frosinone che, alla CHIUSURA DEL REPARTO OMOLOGO ALATRENSE, integrerà il personale di quest’ultimo nel proprio organico”. E qui casca l’asino. Tante promesse, infatti, sono state fatte in Cabina di regia alla presenza di onorevoli regionali e nazionali sulla creazione di una Unità Semplice di Ginecologia a supporto della Casa della Maternità per casi emergenziali, cesarei e quant’altro possa esulare dal parto fisiologico gestito dalle ostetriche, ma di tutto ciò non vi è traccia nell’unico atto esistente al momento, ovvero la delibera su citata. Anzi, si ribadisce in maniera chiara e incontrovertibile che il reparto di Alatri verrà chiuso e che il
personale sarà trasferito. È anche vero, però, che un piccolo spiraglio rimane aperto in una delle specifiche contenuta nelle stesse premesse di cui sopra che recita: “il riferimento per l’organizzazione e il funzionamento della Casa della Maternità di Alatri è rappresentato dal D.C.A. Regione Lazio n°U0029 del 1.04.2011 ma si è ritenuto, per offrire la migliore risposta assistenziale possibile di INTEGRARE la previsione del Decreto ad Acta anche per superare alcune oggettive difficoltà e criticità che impedirebbero l’apertura ed il funzionamento in sicurezza della Casa della Maternità in Alatri ove fosse affidata all’esclusiva competenza ostetrica (es. distanza chilometrica dalla U.C. di riferimento lo Spaziani, tempi di percorrenza in rapporto alla viabilità, disponibilità di mezzi di trasferimento con personale adeguato, disponibilità nell’ambito del Presidio ospedaliero di Alatri di sala operatoria con personale qualificato etc)”. Questa frase, però, che affronta il problema messo in luce da mesi di lotta dei Comitati, dei sindaci e del personale locale, non spiega le soluzioni individuate. Bisognerà capire quali decisioni pratiche verranno prese, se verranno prese, per appunto “integrare” la tradizionale formula della Casa del Parto inizialmente prevista.
Andrea Tagliaferri
