Un anno e due mesi all’imprenditore edile che, dopo i primi approcci “soft”, pare avesse esagerato costringendo la diciannovenne alla fuga. C’è mancato poco che l’affaire culminasse in tragedia.
La ragazza di Anagni, 19enne all’epoca dei fatti (tre anni fa), accudiva il piccolo di un anno nell’appartamento attiguo a quello teatro delle insidie. I primi approcci erano tipo carezze ed altro col bimbo in braccio, man mano più audaci. Fino a quando la giovane scappava di casa, per rivolgersi alle Autorità. A quel punto pare entrasse in campo la madre del costruttore, per convincere la baby sitter a rinunciare alla denuncia. Nel frattempo il fidanzato della giovane, informato dalla stessa, pare stesse organizzando una vendetta. Prima che scoppiasse la tragedia, le Autorità hanno preso in mano la situazione, ed il Giudice ha riconosciuto l’innocenza della ragazza accusata di aver accettato le avances, condannando l’uomo ad un anno e due mesi. Resta la quantificazione della parte civile, affidata all’avv. Nicola Ottaviani, che potrebbe avere pesanti conseguenze economiche per il presunto molestatore. Jackal
