Soldi in cambio di un posto di lavoro, sei persone indagate per il reato di truffa. Secondo gli elementi portati avanti dall Procura il gruppo di amici aveva messo in atto una vera e propria azione criminosa per imbrogliare tanta povera gente in cerca di occupazione.
Tutti e sei, millantando posti di lavoro alla Camera dei Deputati o alla segreteria di famosi onorevoli si facevano dare denaro da tanti sprovveduti che credevano alle loro promesse. Una ragazza alla quale era stato promesso un posto di lavoro presso la biblioteca della Camera dei Deputati aveva sborsato 5000 euro; per le spese, dicevano. Per rendere più credibile l’assunzione si facevano consegnare i curriculum e tutta la documentazione necessaria per ottenere il posto di lavoro. Secondo quanto accertato gli indagati avrebbero messo in piedi un vero e proprio ufficio di collocamento a pagamento. Nelle Ferrovie, alla Camera, in Vaticano, loro avevano sempre un posto adatto a tutti. Nelle cene che facevano di frequente per trovare <pesciolini> da tirare su con la rete sovente avrebbero fatto finta di parlare con sua <eminenza>. Due sorelle alle quali era stato promesso il posto in Vaticano avevano sborsato oltre trentamila euro. Il Pm ha fatto richiesta di rinvio a giudizio per il reato di truffa. L’udienza dal Gup il 20 novembre prossimo.
Marina Mingarelli
