18 anni di reclusione per omicidio volontario. Questa la condanna emessa poco fa a Civitavecchia per Marco di Muro, ex fidanzato di Federica Mangiapelo che secondo i giudici l’avrebbe annegata dopo una lite per motivi di gelosia.

E’ stato
condannato a diciotto anni di reclusione l’ex fidanzatino di Federica Mangiapelo, Marco Di Muro, il ventiduenne unico indagato per l’omicidio della giovane ragazza di origini alatrensi che viveva da anni ad Anguillara (RM). Questo l’esito del
processo con rito abbreviato tenutosi poche ore fa a Civitavecchia e nel quale è stata ricostruita la dinamica che portò alla morte violenta di Federica sulla sponda del lago di Bracciano la notte di Halloween del 2012. Il GUP di Civitavecchia ha ritenuto sufficienti indizi e
prove per condannare Di Muro per
omicidio volontario aggravato. Ricordiamo che all’inizio la vicenda stava per essere archiviata come morte naturale a seguito di
miocardite, secondo la prima perizia disposta dal Tribunale. Per fortuna l’insistenza della famiglia, di mamma Rosella, di papà Luigi e dei familiari più stretti ha fatto riaprire il caso che dopo quasi tre anni è arrivato ad una
svolta. Secondo l’accusa Di Muro, che oggi ha 25 anni, l’avrebbe uccisa al termine di una lite forse per motivi di gelosia. 3 ore di camera di consiglio per una sentenza che ha aggiunto due anni alle richieste del PM che aveva chiesto 16 anni. La famiglia si era detta amareggiata della concessione del rito abbreviato come escamotage per ridurre la pena ed aveva
manifestato davanti al Ministero assieme ad altre famiglie coinvolte in tragedie simili proprio per far modificare questa legge. Lo zio paterno Massimo, intanto, dopo aver scritto un emozionante e toccante libro dal titolo “Federica, la ragazza del lago”, sta portando in giro per l’Italia un
messaggio contro la violenza di genere, affiancato dalla sempre presente compagna, la fotografa Laura Rossi e dell’amico, il cantautore romano Andrea Febo, che per questo “progetto” patrocinato anche dal Telefono Rosa, ha scritto e prodotto un brano e un videoclip dal titolo “Basta” scaricabile da internet con la destinazione dei proventi al Telefono Rosa appunto.
Andrea Tagliaferri