Un’aggressione tanto violenta quanto ingiustificata che ha avuto come conseguenza il ferimento di tre poliziotti penitenziari, uno dei quali è dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso. E’ il grave episodio avvenuto ieri nella Prima sezione detentiva C del carcere di Frosinone. A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.
“E’ stata un’aggressione improvvisa ma violenta, a seguito della quale tre nostri Agenti sono stati feriti, uno in maniera particolarmente seria alle costole ed alle braccia. Davvero incomprensibile l’atteggiamento del detenuto straniero, alla Prima sezione C. E’ solo grazie all’ausilio di altri colleghi, intervenute immediatamente sul posto, che si è riusciti a contenere il detenuto stesso e a evitare ulteriori complicazioni per gli agenti, uno dei quali, comunque, è dovuto ricorrere alle cure del nosocomio cittadino per ulteriori accertamenti, a seguito dei quali gli sono stato dati diversi giorni di prognosi. A loro va la nostra vicinanza e solidarietà”, spiegano i segretari locali SAPPE di Frosinone Franco d’Ascenzi e Piero Pennacchia.
Il segretario generale del SAPPE Donato Capece rinnova al Ministro della Giustizia Orlando e ai vertici dell’Amministrazione centrale la richiesta “di dotare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria di strumenti di tutela efficaci, come può essere lo spray anti aggressione già assegnato – in fase sperimentale – a Polizia di Stato e Carabinieri. Sono decine e decine le aggressioni subite da poliziotti penitenziari in carcere dall’inizio dell’anno. Cosa si aspetta ad assumere adeguati provvedimenti per garantire la sicurezza e la stessa incolumità fisica degli Agenti di Polizia Penitenziaria che lavorano in carcere?”.
Maurizio Somma, segretario regionale SAPPE per il Lazio, evidenzia che, nei dodici mesi del 2014, nelle carceri laziali si sono contati “230 episodi di colluttazione e 43 ferimenti. A Frosinone le colluttazioni sono state 28 e 10 i ferimenti, mentre i suicidi di detenuti sventati dai poliziotti penitenziari sono stati 10 e 82 gli episodi di autolesionismo”.
Capece torna infine ad evidenziare come l’aggressione nel carcere di Frosinone sia “sintomatico del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. E che a poco serve un calo parziale dei detenuti, da un anno all’altro, se non si promuovono riforme davvero strutturali nel sistema penitenziario e dell’esecuzione della pena nazionale, come ad esempio l’espulsione dei detenuti stranieri, specie quelli – e sono sempre di più – che, ristretti in carceri italiani, si rendono protagonisti di eventi critici e di violenza durante la detenzione”.
