Gli studenti di Tor Vergata continuano gli scavi nelle grotte di Pastena. Un lavoro minuzioso per portare alla luce reperti di antiche civiltà.
I ragazzi di Tor Vergata sono al lavoro all’interno delle
grotte di Pastena da ormai dieci giorni e la prossima settimana si daranno il cambio con un altro gruppo che proseguirà le ricerche fino al 25 luglio.
Hanno portato alla luce
frammenti di utensili di argilla che rafforzano la convinzione dell’uso prolungato nel tempo e da generazioni diverse della nicchia che si affianca, leggermente elevata dal livello del torrente, all’ingresso principale della grotta.
Giorni trascorsi nella quiete e nel fresco della grotta e con i telefonini privi di segnale è praticamente possibile immergersi idealmente nei secoli passati e tentare di interpretare le usanze delle antiche
civiltà che hanno percorso i sentieri impervi del territorio circostante e abitato le grotte di Pastena.

Un lavoro coordinato dal prof. Mario Rolfo dell’Università Romana di Tor Vergata che da lunedì sarà affiancato dal collega dell’università inglese di Durham, prof Robin Skeates, che comporta una pulitura paziente dei
reperti che vengono prelevati dal sedimento di terra e di roccia frammisti a tante varietà di semi tostati e a resti ossei di probabile origine animale.
L’amministrazione comunale ha dato un supporto logistico a questa campagna di scavi nella convinzione che il consolidamento delle
radici culturali e la ricerca delle trame storiche della nostra popolazione possa contribuire a dare maggiore risalto alla
bellezza del sito naturalistico delle grotte di Pastena.

Le esperienze provenienti da queste settimane di studio saranno oggetto di
convegni internazionali e di tesi di laurea degli studenti che in tal modo daranno a Pastena una caratterizzazione scientifica di notevole valenza scientifica e antropologica per la caratterizzazione delle
origini e dei costumi dei popoli antichi.
Non è solo marketing anche se in tal modo le grotte di Pastena già presenti all’Expo di Milano, avranno sicuramente più fascino e richiameranno più
turisti capaci anche di dare maggiori o
pportunità di investimenti ai piccoli imprenditori locali e alle attività commerciali.
Questo è il quarto anno consecutivo che vengono attuate queste ricerche etno-antropologiche all’interno delle grotte e l’obiettivo è quello di collocare i reperti all’interno del
museo speleologico che potrà in tal modo programmare degli adeguati ed opportuni orari di apertura al pubblico.
Il nostro comune non si è mai tirato indietro nella facilitazione e nella
promozione di attività culturali di rilevante importanza scientifica, l’abbiamo fatto anche quando il bilancio comunale era ridotto all’osso e anche quando gli altri Enti preferito spendere in altro modo i loro soldi.
Il sindaco dott. Arturo Gnesi