Continua quello che ormai tutti individuano come un braccio di ferro tra il Sindaco di Alatri Giuseppe Morini e la Manager della ASL provinciale Isabella Mastrobuono. La risposta della dirigenza ASL alla cancellazione dell’incontro in Comune e tutti i dettagli sulla nuova Casa della Maternità.
Con qualche ora di ritardo rispetto quanto tutti prevedevano ed attendevano ma la replica della Prof.ssa Mastrobuono, D.G. della ASL Frusinate, è arrivata e porta la firma anche del Direttore Sanitario Dr. Testa e del Direttore Amministrativo Dr. Piccoli Mazzini. Nella lunga lettera inviata al Sindaco di Alatri e per conoscenza a tutti gli attori istituzionali coinvolti, la Prof.ssa Mastrobuono chiarisce in maniera molto analitica la situazione del Reparto Ostetricia e Ginecologia del San Benedetto e rilancia l’invito al Sindaco ad una collaborazione fattiva e alla presenza per il giorno di inaugurazione della cosiddetta “Casa della Maternità”, ormai prossima all’apertura. In realtà la ricostruzione dell’intero percorso che sta portando l’Ospedale di Alatri ad una rivoluzione per quanto riguarda i parti, sembra filare e fa apparire tardive le opposizioni odierne all’accorpamento della U.O. di Ginecologia del San Benedetto con quella dello Spaziani. Più comprensibile, invece, è il dissenso sul “modus operandi” di questo passaggio, con la chiusura immediata del Reparto per lavori. Quello che, tra le righe della missiva, sembra trasparire è l’interrogativo su come mai non ci si sia opposti a questa rivoluzione copernicana del modo di far nascere i bambini quando ancora si poteva, ovvero prima dei Decreti del Commissario regionale per la Sanità e prima dell’adozione dell’atto Aziendale e del Piano Strategico che, ormai, sono legge e non possono essere revocati a meno di una controrivoluzione difficilmente proponibile ed applicabile allo stato attuale di applicazione. Comunque, venendo al dettaglio della lettera, riassumiamo qualche importante passaggio. Il primo punto interessante è, appunto, la ricostruzione del percorso legislativo ed amministrativo che ha portato negli ultimi due anni alla chiusura della Unità Operativa di Ostetricia del S.Benedetto e del relativo accorpamento della stessa con quella dell’ospedale di Frosinone. Atti che risalgono al 2014 (decreto del Commissario ad Acta della Regione Lazio n°U00368/2014 che al punto 6 prevede “entro il 30 giugno 2015 l’accorpamento della UO Ostetrica/neonatologica di Alatri con la rispettiva U.O. di Frosinone. Nel Presidio ospedaliero di Alatri si manterrà l’attività ostetrica come CASA della Maternità intraospedaliera”; chiusura confermata con il successivo decreto del Commissario ad Acta della Regione Lazio n°U00412/2014 sulla Riorganizzazione della rete ospedaliera a salvaguardia degli obiettivi strategici di rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio”. Questa decisione, poi, è stata confermata ed attuata con l’approvazione in data 25.03.2015, dell’Atto Aziendale e del Piano strategico aziendale. Il secondo punto interessante della lunga missiva, è quello che riguarda la decisione, non scontata, di creare ad Alatri un polo delle nascite non medicalizzate di avanguardia mediante la creazione di una “CASA della Maternità” con il contributo cospicuo (403 mila euro) della Fondazione Roma su un totale di circa 900 mila euro. Il terzo punto valevole di considerazione, è che tutto questo lungo percorso è nato anche e soprattutto perché il reparto di Alatri, secondo l’indagine Programma Regionale di Valutazione degli Esiti degli Interventi Sanitari, nel 2014 aveva registrato percentuali di tagli cesarei pari al 40%, ritenuti dal piano stesso “inaccettabili” e tra le più alte a livello nazionale. L’ultimo punto che la lettera contiene, è una spiegazione di questo nuovo modello di nascita non medicalizzata, tanto spinta anche a livello Ministeriale e Legislativo “al fine di ridurre in modo significativo le complicanze materno-feto-neonatali, i conseguenti costi legati ad errori sanitari, collocando la nascita in una sfera di sicurezza da troppo tempo auspicata” come cita testualmente il DDL sul parto naturale sicuro in discussione e in via di approvazione alla Commissione Affari Sociali della Camera. I principi di questa “rivoluzione” in grandi linee sono questi: le neomamme avranno a disposizione un reparto che le farà sentire “a casa” e che faciliterà il parto naturale. Un reparto che ospiterà anche i neopapà e i fratellini e che seguirà il nascituro e le mamme anche nella successiva fase di primo allattamento per poi proseguire con un progetto di assistenza domiciliare chiamato “La cicogna vola in ciociaria”. La lettera, come detto, si chiude con l’invito al sindaco a ripensare alla collaborazione ad oggi interrotta e a presenziare alla prossima inaugurazione del Reparto. Andrea Tagliaferri
