Rapporti tra Comune e Scuola: Sindaco Galli, possiamo affermare che è stato un anno “complicato”?
“Purtroppo si e non per nostra o mia volontà. Per correttezza e perché la questione attiene a due istituzioni che dovrebbero, diversamente, collaborare per il bene della scuola, ho riferito in Consiglio della querela che, il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo, ha sporto nei confronti del sindaco il 21 ottobre scorso. Un fatto abnorme, scaturito per aver autorizzato l’utilizzo della palestra ad un’associazione che l’avrebbe adoperata per una rappresentazione teatrale gratuita. Ebbene, per questo, il Dirigente ha ritenuto di dover adire all’Autorità Giudiziaria, provocando, comprensibilmente, uno strappo che ritengo insanabile tra le due istituzioni.
Anche se la cosa poi è finita con un’archiviazione, resta il gesto abnorme che, soltanto per la grande responsabilità degli amministratori non è pesato e non peserà sulle dinamiche dei rapporti con la scuola. Infatti, nonostante questo macigno, il comune ha fornito sempre la massima disponibilità per il bene delle famiglie e degli alunni, ma, è ovvio, che un atto così sproporzionato ha creato una frattura che potrà essere sanata soltanto attraverso provvedimenti definitivi degli organi superiori competenti, finalizzati a riportare serenità in un rapporto fondamentale per il benessere della scuola a Ceprano”.
Ci sono ancora polemiche sulla questione del Consiglio dei Giovani, a che punto siamo?
“Lo ripeto stiamo lavorando; è uno dei temi che stiamo affrontando in questo momento contraddistinto dall’enorme questione del bilancio. Abbiamo elaborato alcune modifiche che riteniamo necessarie per migliorare le cose che finora non sono andate bene. In tale ottica abbiamo contattato la regione per verificare alcune procedure che riguardano le modifiche, che hanno lo scopo e l’ho già detto più volte, di rendere più attuale il Consiglio, soprattutto, sul piano sociale, incrementare la partecipazione in seno all’organismo e qualificare la presenza all’interno del Consiglio Comunale. Il fine è migliorare uno strumento che deve diventare per davvero il punto di riferimento dei giovani in questa città”.
Prossime iniziative legate all’estate?
“Continuano in modo serrato gli incontri per mettere in piedi ulteriori iniziative per questa estate, oltre quelle già programmate dall’Amministrazione e mostrate ai commercianti, che rappresentano la più grande risorsa per raggiungere l’obiettivo di vivacizzare questa città, anche in un momento di forte crisi. Sembrerà strano, ma dobbiamo quotidianamente combattere contro la valanga di sciocchezze propinate dai professionisti dello sfascio; alcuni esempi: l’amministrazione non vuole che si usi la piazza per le manifestazioni estive, attenzione ai tappeti perché la giunta Galli chiede il pagamento della Tosap, quest’Amministrazione non vuole la musica.
Sono evidentemente delle stupidaggini ma l’anno scorso, per tutta l’estate, si è parlato esclusivamente di un’ordinanza che vietava la musica che non è mai esistita. Quello che chiediamo è l’osservanza delle regole e della buona educazione, quindi, divertiamoci ma con il cervello sempre acceso, la scommessa è far tornare a Ceprano le persone che abitano in altri comuni e, per fare questo, c’è bisogno di offrire qualcosa in più che possa stimolare la curiosità e la voglia di spostarsi. So che è difficile in questo periodo di profonda crisi, ma se vogliamo sopravvivere a livello economico è proprio in questi momenti che si deve osare, si deve fare uno sforzo di fantasia.
L’amministrazione a questo punta, con le sue iniziative che ora devono essere integrate dall’impegno di soggetti esterni. Ceprano ha bisogno di tutti per essere attraente e, in questo caso, la politica, intesa come il costante tentativo di dividere, deve farsi da parte in favore di un impegno condiviso per la comunità”.
La cosa che la preoccupa di più in questo momento?
“La preoccupazione maggiore adesso è la formazione del bilancio che, con le nuove norme, pone limiti ed adempimenti pesanti, soprattutto, in un contesto difficile come quello attuale. Lo abbiamo detto in Consiglio che le nuove regole sono giuste e se fossero state vigenti anni fa il Paese sarebbe in condizioni migliori, ma il costo di questa trasformazione, sebbene virtuosa, graverà per intero sulle attuali amministrazioni che si troveranno in grosse difficoltà“.
