Musica – L’evoluzione dei supporti musicali

paolo
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Un saluto a tutti i lettori di Tg24 e benvenuti a questo nuovo appuntamento con la musica. Oggi cominceremo un percorso lungo l’evoluzione dei supporti musicali. Sembra molto semplice ascoltare la musica, in ogni luogo ed in ogni momento della giornata, perché i supporti di cui disponiamo riescono a soddisfare pienamente una sorta di “bulimia” che ci rende avidi fruitori del panorama musicale. Importante però è sapere come si è arrivati a questa tecnologia. La musica nasce con l’inizio della civiltà umana, dapprima si tramandava oralmente di generazione in generazione, poi con la nascita della scrittura, ciò che verbalmente rischiava di essere dimenticato finalmente trovava una sua permanenza. Le prime annotazioni musicali si fanno risalire ai Sumeri tramite scrittura cuneiforme anche se il vero sviluppo della scrittura musicale risale al medioevo con la nascita del pentagramma e del tetragramma. Possiamo dunque definire l’annotazione musicale come primo supporto in quanto ha lo scopo di tradurre e archiviare la musica in un formato scritto. musica_foto_1I primissimi supporti musicali meccanici invece, fatta eccezione per qualche precedente strumento di età ellenistica, furono i carillon e organi a rullo capaci di riprodurre musica preimpostata. Inizialmente gli strumenti di riproduzione erano legati ad un’unica memoria e quindi ad un unico brano, ma successivamente vennero introdotti metodi di riproduzione con rulli intercambiabili. L’evoluzione dei supporti musicali ha, tuttavia, seguito l’andamento esponenziale della tecnologia negli ultimi secoli: partendo da strumenti meccanici in grado di produrre una sequenza di suoni prestabiliti si è passati ad un metodo di memorizzazione diretto della musica prodotta: la registrazione. musica_foto_2La prima invenzione a riguardo fu il fonoautografo, ideato da Eduard Leon Scott de Martinville. Era in grado di trascrivere graficamente le onde sonore su un mezzo visibile, ma non c’era modo di riprodurre il suono registrato (foto 2). L’apparecchio era costituito da un corno che concentrava il suono su una membrana cui era fissata una setola di maiale. Inizialmente il mezzo di scrittura era un vetro annerito col fumo, su cui la setola incideva il tracciato. Successivamente fu impiegato un foglio di carta annerito fissatosu un cilindro, sul quale, per la prima volta venne registrata la voce umana. Una soluzione simile è quella adottata successivamente da Edison, con il suo fonografo (1877), con il grafofono di Bell e Tainter e il dittafono (1907) che oltre a registrare i suoni erano in grado di riprodurli.musica_foto_3 D’ora in poi l’invenzione e lo sviluppo dei supporti musicali subisce una crescita a livello esponenziale, a partire dal grammofono invenzione del tedesco Berliner. Il grammofono, a differenza del fonografo che usava cilindri di cera intagliati per riprodurre musica, usava musica_foto_4un disco, il quale a differenza del cilindro era di facile riproduzione ed occupava uno spazio limitato. Con l’introduzione del disco chiamato 78 giri, ad indicare il numero di giri fatti durante la riproduzione dello stesso, la musica comincia a diffondersi con più facilità entrando nelle case di sempre più persone grazie anche ai costi notevolmente più accessibili. La maggiore diffusione del 78 giri si ebbe nell’immediato dopoguerra, ma a causa della carenza di gommalacca, materiale di cui era composto il 78 giri, esso venne soppiantato dai dischi in vinile, realizzatimusica_foto_5 in PVC che, grazie alle migliori caratteristiche tecniche del materiale di supporto ed alla diversa tecnica di incisione, avevano prestazioni superiori di fedeltà e durata. Il 78 giri verrà soppiantato ben presto dal 33 giri uguale a livello di dimensioni del supporto, ma di durata notevolmente superiore (25-30 minuti per lato). Nacque anche il 45 giri, di circa 7 pollici di grandezza, maneggevole e che conteneva uno o due brani per lato. La diffusione del disco in vinile sarà tale da essere l’unico supporto di materiale preregistrato e verrà prodotto su larga scala fino all’inizio degli anni novanta. musica_foto_6Era il 1963 quando sul panorama musicale si comincia ad affacciare un nuovo supporto che rivoluzionerà il mondo della musica: la musicassetta. Inventata dalla Philips, la musicassetta è un supporto contenente un nastro magnetico destinato alla memorizzazione di dati. E’ una vera rivoluzione, comoda, pratica, piccola e soprattutto non si deteriora ad ogni uso come succedeva per il disco in vinile. Purtroppo però bisogna sottolineare il fatto che con la musicassetta si registra la nascita della pirateria musicale perché i “mangianastri” hanno la capacità non solo di riprodurre, ma anche di registrare canzoni provenienti dalla radio.musica_foto_7 Diciamo però che la musicassetta conosce il suo splendore quando la Sony inventa il Walkman. Questo è un supporto molto piccolo in grado di leggere la musicassetta, è portatile, pratico ed musica_foto_8avrà un successo cosi grande che anche quando verrà prodotto da altre aziende verrà comunque identificato con il nome di Walkman. Con l’avvento della musicassetta siamo arrivati alle soglie della tecnologia più avanzata, di cui mi premurerò di parlarvi nel nostro prossimo appuntamento. Un saluto da Marco Aiello di Industrie Sonore.
Fonti: Wikipedia
www.industriesonore.it Direttore Artistico Simone Fiorletta Cell 327 4545732 Email simone.fiorletta@gmail.com Facebook.com/fiorlettasimone
     
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