Lo stato di salute è determinato da fattori genetici-ambientali ed influenzato dalle nostre abitudini igienico-dietetiche (alimentazione, attività fisica, fumo, farmaci). Con il termine di carenza iodica si intende una condizione gravata da insufficiente apporto iodico.
Lo iodio (oligoelemento) è indispensabile per una corretta funzione tiroidea. Per tale motivo ci si aspettava in una zona iodio-carente una aumentata incidenza di cretinismo endemico (deficit cognitivo neonatale) nonché un incremento di gozzo diffuso semplice (tiroide di dimensioni aumentate con funzione conservata). Nella realtà la carenza iodica comporta delle alterazioni sulla funzione tiroidea alquanto più complesse.
Nelle zone dove vi è normale apporto iodico (USA), le alterazioni della funzione tiroidea sono sostenute in gran parte da processi infiammatori cronici: tiroiditi. La tiroide mostra una tendenza a sviluppare forme di iperfunzione (ipertiroidismo) nelle età giovanili evolvendo poi in una condizione di ipotiroidismo in età più avanzate. Una siffatta condizione tende a collimare con il fabbisogno di ormoni tiroidei che è maggiore nelle età giovanili rispetto alle età avanzate. Nelle nostre zone, fatta eccezione per le tiroiditi maggiori (Basedow, Hashimoto, Gull), l’atteggiamento funzionale è geneticamente determinato e scarsamente influenzato da fattori esterni. Nelle forme di tiroidite minore (variante siero negativa o cronico silente), la condizione di iodio-carenza comporta svariate anomalie: vi è una produzione, spesso lievemente ridotta di ormoni tiroidei in età giovanile (ipotiroidismo sub-clinico) che assume in età più avanzata un atteggiamento di iperfunzione (ipertiroidismo apatetico). Ci sono inoltre episodi di disfunzione tiroidea post-partum.
Nel caso delle tireopatie nodulari, caratterizzate soprattutto da problemi di struttura, la condizione di iodio carenza è in grado di “mascherare” una iperfunzione (specie in età avanzata), determinando non poche problematiche sia diagnostiche (non idonea interpretazione scintigrafica dei noduli, ridotta accuratezza diagnostica di agoaspirati) che terapeutiche: impiego di ormoni tiroidei eccessivo e mal tollerato. In breve va precisato che le disfunzioni tiroidee cambiano con il progredire dell’età, la carenza iodica non soltanto comporta maggiore incidenza di malattie tiroidee (cretinismo, gozzo diffuso) ma ne modifica e ne condiziona l’atteggiamento funzionale, l’impiego di supplementi con sale iodato, mezzi di contrasto iodati od ancora farmaci, potrebbero comportare pertanto una maggiore incidenza di disfunzioni tiroidee.
In conclusione possiamo affermare che in età giovanile si è più condizionati da problematiche strutturali. Una indagine ecografica (in termini di economia sanitaria e non di meno personale) appare pertanto più razionale rispetto ad un controllo della sola funzione tiroidea. Per le età più avanzate, le tireopatie disfunzionali sono più significative, pertanto una verifica di funzione tiroidea (TSH+Ft4), specie in soggetti con anomalie della funzione cardiaca e con dislipidemia, ci può fornire informazioni più appropriate sul nostro stato di salute.
Va premesso che l’argomento trattato è ancora oggetto di dibattito, il mio intento è stato quello di fornire nozioni acquisite nel corso degni anni rese possibili non soltanto dalle verifica di dati ecografici, clinici ed ormonali ma soprattutto dall’osservazione e colloquio con i pazienti, ricordando quello che recitava Marcel Proust: “Gran parte di ciò che i medici sanno è insegnato loro dai malati”.
Dr.Massimiliano Nicoletta
Casa di Cura S.Teresa Isola del Liri
