Musica – Quattro chiacchiere con Dario Germani

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Quando si parla di un giovane Artista ciociaro, immaginiamo subito che sia uscito da programmi o talent show televisivi, ormai va di moda.

No! Questo Artista è un musicista. Un ragazzo di Arce, non penso abbia mai partecipato a talent, ma di talent ne ha da vendere. Ha lavorato sul suo talento. Ha studiato molto, ha fatto molta gavetta come hanno fatto tutti i musicisti e pensate, suona jazz. E’ un contrabbassista e autore, si chiama Dario Germani.

Ha all’attivo 2 dischi a suo nome, For Life e Bouncing with Bud Powell. Ha suonato in giro per l’Italia ed è uno dei musicisti più interessanti del panorama jazz italiano. E’ una persona molto semplice, il suo aspetto è di quello di un fratellone che ti protegge, ma ha grinta da vendere sul palco e idee belle chiare su quello che vuole dalla vita e dalla sua musica. Ho la fortuna di conoscerlo ed è stata la prima persona a cui ho pensato per fare 2 chiacchiere per parlare di musica, grazie di aver accettato.

Ciao Dario, intanto non posso farti che i miei complimenti per il tuo modo di vivere il jazz e la musica, ti trovo una persona assolutamente immersa nella tua passione e la musica e forse più di tutto il genere jazz, fa parte del tuo modo di vivere. Immagino la tua giornata piena di colonne sonore a completare quello che fai. Tu suoni il contrabbasso, io ti ho conosciuto quando suonavi il basso elettrico. Quale è stata la scintilla che ti ha portato a prediligere uno degli strumenti più affascinanti e che ha cambiato il mondo del jazz, parlami un po’ dei tuoi inizi e dei tuoi sogni da studente di musica.

Ciao Giorgio, innanzitutto grazie per i complimenti. Ho iniziato a studiare il basso elettrico nell’unica scuola del mio paese (Famous), ma ebbi la fortuna di avere come primo insegnante: Gianluca Renzi. Anche grazie a lui mi sono appassionato al Jazz e il passaggio al contrabbasso è stato abbastanza naturale. Hai proprio centrato la questione dicendo che il Jazz, ma in generale tutta la musica si rispecchia non solo, naturalmente, in quello e in come suoni; ma anche e soprattutto nel modo di vivere e di pensare.

Dario_Germani_For_LifeTu piano piano hai trovato Te stesso, hai lavorato molto sul tuo strumento e ascoltato tantissima musica immagino, fino ad arrivare a comporre brani originali. Cosa ti ha ispirato di più per il tuo primo lavoro For Life, uscito nel 2013 per la Tosky Records, a Tuo modo di vedere rispecchia davvero quello che volevi e che cercavi? Cosa cercavi?

Non si finisce mai di cercare se stessi. Ascolto moltissima musica; e studio quotidianamente. In questa fase della mia vita non compongo moltissimo, anche se mi piace confrontarmi con il foglio bianco; è molto introspettivo. “For Life” è e sarà per me un segno indelebile, anche e soprattutto grazie ai produttori Giorgio Lovecchio & Davide Belcastro (Tosky Records) che hanno creduto in me. E’ stato l’esatta “fotografia” della mia vita fino a quel momento. Cercavo “solo” di esprimere me stesso attraverso la scelta di un repertorio che amo (T. Monk, B. Powell, P. Desmond, M. Davis, etc.); con musicisti che stimo (S. Preziosi, L. Del Prete, M. Ionata); presso uno dei posti più belli al mondo (Villa D’Este).

cover_dario_germaniCon Stefano Preziosi a sax, Luigi Del Prete alla batteria e con un ospite d’eccezione come Max Ionata al sax, avete registrato il disco in un modo particolare, non in Studio di registrazione, ma a Villa D’Este (Tivoli), raccontaci di quest’esperienza. Trovo nel disco tutto il calore degli anni  ’50 sia nella registrazione, ma sopratutto nelle tue composizioni. Mi piace molto la tua linearità ed il tuo “spazio” nelle composizioni, la scelta di un trio senza piano o chitarra lo rende affascinante.

Villa D’Este è stata anche la residenza di Franz Liszt. Ha influenzato sicuramente il sound del disco e la nostra creatività. E’ stata una registrazione avvenuta in due giorni, in presa diretta, tutti nella stessa stanza sfruttando il riverbero naturale dell’ambiente senza aggiungere compressori in fase di missaggio. Mi sono ispirato, sia dal punto di vista compositivo che di arrangiamento, al sound degli anni ’50/’60 in particolar modo al decennio che va dal 1954 al 1964. Spazio e linearità quindi “respiro” e “semplicità” sono un po’ l’essenza del mio modo di pensare.

indexIl Tuo futuro non può che immaginarsi nella musica. E’ uscito nel 2014 il Tuo secondo disco “Bouncing with Bud Powell” in quartetto con l’aggiunta di un chitarrista Roberto Spadoni ed alla batteria il grande Ettore Fioravanti, al sax sempre il bravissimo Stefano Preziosi (che è anche insegnate di Industrie Sonore). Bud Powell era un pianista, che è stato tra i più grandi nel Be Bop, ancora una volta torni al passato del Jazz, ai maestri, alla base. Come vedi invece il futuro del Jazz in Italia? Ha ancora senso suonare Jazz, pensi che ci siano possibilità per i giovani jazzisti italiani?

Il Jazz in questo momento come pochi altri periodi della storia gode di ottima salute (secondo me). C’è molta diffusione a tutti i livelli. E’ una musica viva e in evoluzione. Non ha senso parlare di Jazz italiano, ma penso che ci sono moltissimi jazzisti italiani sparsi nel mondo di un grosso spessore artistico. Se c’è passione e amore per quello che si fa ci sarà anche la possibilità di esprimersi, in tutti i campi.

dario-germani-trio-life-concerto-jazzMi chiedo se hai trovato spazio con i Tuoi progetti, a suonare nei festival o nei locali jazz, che sembrano ormai luoghi dove si ascoltano sempre i soliti nomi dei più famosi jazzisti italiani. Gli organizzatori osano o sono legati soprattutto al numero dei biglietti staccati? Lo scorso anno Tu hai organizzato un interessante festival, Fregellae Jazz Festival ad Isoletta di Arce in provincia di Frosinone e a mio parere hai puntato alla qualità, parlami anche di questo progetto.

Ho girato gran parte dei Jazz Festival italiani da spettatore, e da musicista. Nel 2014 ho deciso di iniziare una nuova avventura come direttore artistico di un festival all’interno degli scavi di Fregellae (antica colonia romana). E’ un festival che avrà una seconda edizione e speriamo un’evoluzione per il futuro; caratterizzato da concerti inusuali, come la scelta di far suonare musicisti in Solo; e la cura dei dettagli in tutti gli aspetti organizzativi ed estetici.

In provincia di Frosinone è pieno di musicisti, di scuole di musica, di un buon conservatorio, ci sono realtà interessanti in zona, o paghiamo ancora troppo il peso di della capitale?

Innanzitutto penso che la capitale non è un peso, ma una risorsa sotto tutti i punti di vista. Il conservatorio di Frosinone grazie alla tenacia del Maestro Gerardo Iacoucci nel 1976 è stato il primo conservatorio d’Italia ad aprire la cattedra di Jazz.

Non dimentichiamoci del festival di Atina Jazz che quest’anno festeggia il trentesimo anniversario. E’ stato un festival di riferimento per artisti e appassionati.

Dario Germani, la tua musica, la tua arte, il jazz, i tuoi progetti per il futuro e un sogno nel cassetto.

La “mia” Arte, cioè la “mia” Musica, cioè il Jazz è al vertice dei miei interessi. I prossimi progetti saranno suddivisi in concerti, dischi, e insegnamento unito alla produzione GRM (Global Research Music) e L’ organizzazione del Fregellae Jazz Festival.

Sogno di continuare a realizzare i miei sogni.

Io te lo auguro, speriamo di incontrarti sui palchi più importanti di jazz e non, ti ringrazio per la chiacchierata, un saluto da Me, Giorgio Masci e da Industrie Sonore. W il jazz.

Sito: www.dariogermani.com

https://www.facebook.com/pages/Fregellae-Jazz-Festival/1535866006700280

https://www.facebook.com/pages/GRM/1526342127637102

https://www.facebook.com/dario.germani.9?fref=ts


 
Qui ci sono un po’ di brani da ascoltare:

https://www.youtube.com/watch?v=1eksrr_KByI

https://www.youtube.com/watch?v=tsXucB1ffnQ

https://www.youtube.com/watch?v=D_LIoO7nWI4


 
Qui invece potete acquistare l’album intero:

https://itunes.apple.com/it/album/bouncing-with-bud-powell/id929636232

www.industriesonore.it


 

Direttore Artistico

Simone Fiorletta

Cell 327 4545732

Email simone.fiorletta@gmail.com

Fb/fiorlettasimone

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