Cari lettori di TG24, sono Gianfranco De Lisi, docente di basso elettrico di Industrie Sonore e vi do il benvenuto a questo nostro primo appuntamento. Ho deciso di iniziare i nostri incontri, parlandovi della storia del basso elettrico, passando dal suo nobile predecessore, il contrabbasso.
Il processo storico e tecnologico che ha portato all’invenzione del basso elettrico è legato molto a quello della chitarra e del contrabbasso.
Diamo quindi un breve sguardo alla storia di questi due strumenti, prestando attenzione all’amplificazione del suono, argomento che ci farà capire come la nascita del basso elettrico sia stata davvero rivoluzionaria.
Il contrabbasso è uno strumento che appartiene alla famiglia delle viole (violino, viola, violoncello).
La principale modalità di azione sulle corde viene esercitata dall’archetto, ciò non esclude l’uso del pizzicato sia in ambito classico che, soprattutto, nel campo jazzistico. Si cominciano ad avere notizie di questo strumento nel corso del ‘500, il nome e la forma sono ancora incerti: contrabbasso di viola, basso di viola, violone sono i suoi appellativi. Anche il numero delle corde (3, 4, e 5 corde) e l’accordatura stessa ,non si definiranno fino alla metà dell’ottocento.
Nei due secoli successivi, con l’affermarsi della musica strumentale e il conseguente sviluppo della liuteria ,gli strumenti ad arco raggiungono il massimo splendore, sia in tecnica costruttiva che in quella musicale. Il ruolo del contrabbasso si limita, fino alla fine del ‘700, al sostegno della parte armonica dell’orchestra. Con il diciannovesimo secolo il contrabbasso acquista sempre maggiore rilievo, confermandosi voce indispensabile ed espressiva nelle dinamiche orchestrali,ed il numero delle corde si fissa a quattro.
Il secolo elettrico riserva al nostro strumento barocco, una nuova primavera, oltre a continuare il suo lavoro in ambito “colto”, il contrabbasso incontra la tradizione afroamericana nella sua espressione più importante: il jazz. Inizialmente in concorrenza con il basso tuba, lo strumento veniva suonato ancora con l’archetto, ma ben presto il pizzicato si impose sull’arco, questa tecnica favoriva infatti la concisione dell’impulso ritmico.
Nel 1924, l’ingegnere acustico Lloyd Loar, dopo aver messo punto sistemi di amplificazione per i mandolini ed i banjo e inventato la chitarra acustica con buca ad effe, sperimentò un contrabbasso elettrico.Loar creò un magnete “elettrostatico” che però non ebbe applicazione pratica per la mancanza di sistemi di amplificazione adeguati, il magnete inoltre era piuttosto primitivo e provocava rumori indesiderati. E’ il primo episodio di quel processo che porterà alla nascita del basso elettrico. L’esigenza di amplificare il contrabbasso è la stessa che spingerà all’amplificazione della chitarra: questi strumenti venivano sovrastati in volume dai fiati e dalla batteria. In questo decennio continuano gli esperimenti per “elettrificare” il contrabbasso, ma anche questi nuovi esperimenti,non ottennero risultati commerciali. Si afferma in questo periodo, con l’esplosione dello swing, lo stile regolare poggiato sui quarti detto “walkingbass”.
Nel 1949 la storia dell’amplificazione di questo strumento fa un passo avanti decisivo, Bill Everett, un bassista di New York, affronta il problema inserendo attraverso il puntale (un’asta di metallo su cui poggia il contrabbasso), un microfono dentro lo strumento e creando il primo amplificatore per basso (con un cono da 12” e la potenza di 18 watt ), nasce così la marca Ampeg (che si potrebbe tradurre “puntale amplificato”) futura produttrice di bassi e amplificatori. L’invenzione ha un certo riscontro commerciale e viene adottata da alcuni contrabbassisti importanti.
All’inizio degli anni ’60, William Fowler sviluppa un nuovo sistema di amplificazione del contrabbasso, mettendo in commercio il magnete piezoelettrico, montato solitamente sul ponticello. Nello stesso periodo muove i primi passi Ron Carter, brillante musicista che influenzerà i contrabbassisti successivi con il suo stile solido e versatile. Siamo entrati così nell’era del basso elettrico, dagli anni 60circa . Il contrabbasso tuttavia, continuerà a svolgere un ruolo importante con musicisti straordinari come Jimmy Garrison, Stanley Clarke, DaveHolland, MiroslavVitous.
Il basso elettrico nasce in California nell’ottobre del 1951, ad opera di Clarence Leo Fender. Il suo nome era “Fender Precision Bass”, assomigliava ad una chitarra Telecaster (chitarra elettrica solid-body lanciata dalla Fender nel 1948 ) con un lungo manico e solo quattro corde, accordate come il contrabbasso, ma un’ottava sotto le quattro corde più basse della chitarra. L’idea di Leo Fender, scaturita dopo l’invenzione della chitarra elettrica solid-body, era quella di fornire ai chitarristi e ai contrabbassisti, uno strumento a corde elettrico dal registro basso, con i tasti, agevole da suonare, con un suono potente e definito e comodo da trasportare.
In conclusione il basso elettrico nei primi anni della sua creazione è stato uno strumento sempre un po’ nascosto nell’anonimato. Possiamo definirlo quindi come un’evoluzione del più nobile e famoso contrabbasso, che fino ad allora, come abbiamo visto, aveva ricoperto un ruolo importantissimo in tutti i generi musicali, dalla classica al jazz passando per il rock&roll.
L’introduzione nel mercato degli strumenti del basso elettrico, fu una svolta epocale per il panorama musicale, che si ritrovò ad avere uno strumento facilmente trasportabile, amplificabile e di semplice utilizzo. Proprio quest’ultima caratteristica fu importantissima per la diffusione dello strumento. Grazie all’introduzione dei tasti, lo strumento aveva un’intonazione più precisa della nota emessa. Per questo motivo il primo basso realizzato da Leo Fender porta il nome di Precision.
Nella società musicale italiana (negli anni della prima diffusione del basso elettrico ) lo strumento veniva considerato poco e di solito, l’ultimo arrivato di una qualsiasi band, di aspiranti giovani musicisti, simpaticamente veniva rilegato a ruolo di bassista. L’apparente semplicità d’utilizzo del basso, permetteva quindi anche a persone che fino ad allora non avevano mai avuto esperienze musicali, di iniziare a suonare in una band. Più in là, il basso elettrico rese possibile il diffondersi di generi musicali fino ad allora inesplorati, fino ad arrivare al basso elettrico che conosciamo tutt’ora, reso addirittura una strumento solista e di completa espressività.
Tutto ciò è stato possibile grazie alla ricerca di musicisti del calibro di Jaco Pastorius, Paul Mcartney, James Jamerson, Marcus Miller, Steve Swallow e tantissimi altri, che a mano a mano diedero un contributo notevole all’affermazione di nuovi generi musicali.
Gianfranco De Lisi e Industrie Sonore
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