Grazie al costante impegno del vice sindaco e assessore all’Ambiente Vittorio D’Ercole e all’interessamento dell’on. Francesco Zicchieri, l’on. Orlando Tripoli, capogruppo delle Lega con i consiglieri regionali Daniele Giannini e Laura Corrotti, ha presentato una mozione al presidente del Consiglio regionale Daniele Leodori, riguardo la situazione allarmante legata al servizio sanitario di emergenza ed urgenza della città di Anagni.
La mozione ha come oggetto il potenziamento dei Punti di primo intervento e le iniziative per la riformulazione del decreto 70/2015 attraverso il coinvolgimento della Conferenza Stato-Regioni e il Ministero della Salute. Il decreto ministeriale 70/2015 definisce gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera e il decreto del commissario ad acta n. 257 del 5 luglio 2017 ha previsto, in recepimento del decreto ministeriale 70/2015, di trasformare i Punti di primo intervento in “postazioni 118 medicalizzate”, mere ambulanze con medico a bordo, da perseguire entro il biennio 2017/2018. Il decreto ministeriale 70/2015 precisa che i Punti di primo intervento con accessi inferiori alle 6mila unità sono trasformati in “postazioni 118 medicalizzate”, mentre “la responsabilità clinica e organizzativa ricade sul Dea di riferimento” riguardo quelli superiori alle 6mila unità, attualmente i Punti di primo intervento vengono utilizzati come ambulatori in cui è possibile effettuare analisi di base, tramite il POCT, quali: elettrocardiogramma, suture e terapia infusionale. Il decreto ministeriale 70/2015 prevede dunque la chiusura dei Punti di primo intervento ricadenti anche nel Lazio. Attualmente la Regione Lazio, che ancora non è uscita dal commissariamento per la Sanità, ha dodici Ppi sul territorio: Ladispoli, Magliano Sabina, Ronciglione, Montefiascone, Anagni, Sezze, Cisterna di Latina, Cori, Priverno, Sabaudia, Gaeta e Minturno. Queste città, che sono punti di riferimento di comprensori di area vasta, hanno visto, negli ultimi anni, una pesante riduzione dell’offerta sanitaria; molti dei Comuni interessati potevano godere fino ad un decennio di fa di pronti soccorso e di ospedali, anche con reparti di eccellenza. L’applicazione del decreto ministeriale 70/2015 avrebbe un impatto devastante per il Lazio, in particolare per la provincia di Latina, che raggiunge picchi altissimi di popolazione durante il periodo estivo, dove sono presenti ben sette Punti di primo intervento sui dodici totali. Il potenziamento dei Punti di primo intervento potrebbe drenare sia gli accessi negli ospedali limitrofi, sia abbattere i tempi di attesa, sia alleggerire i reparti degli stessi. “Il Consiglio regionale IMPEGNA il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori competenti: a rendersi portavoce presso la Conferenza Stato-Regioni e il dicastero della Salute per rivedere il decreto ministeriale 70/2015, scongiurando così la chiusura dei Punti di primo intervento; a mettere in atto le misure necessarie per potenziare iPunti di primo intervento con posti di breve degenza e ambulatori specializzati al fine di drenare gli accessi nei Pronti soccorso degli ospedali limitrofi alle città interessate e di non ridurre l’offerta sanitaria.” Anna Ammanniti
