La pena a vent’anni di carcere è definitiva ma Antonio Palleschi potrebbe ottenere la liberazione anticipata perché la difesa ha preannunciato istanza di liberazione anticipata. Ciò è previsto dalla legge sull’ordinamento penitenziario. In caso di pena definitiva e buona condotta al condannato spettano 45 giorni di sconto ogni sei mesi.
Questo significa che ad Antonio Palleschi di anni dietro le sbarre, per quell’efferato omicidio ne rimangono poco più di 15, per cui tra 10 anni o poco più potrebbe essere fuori, in una Rems in quanto socialmente pericoloso. In questi giorni ad Antonio Palleschi è stato notificato l’ordine di carcerazione definitivo, per cui dovrebbe rimanere nel carcere San Domenico di Cassino fino al 2014. La condanna definitiva è arrivata il 18 maggio scorso, quando la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della procura generale e della parte civile. Antonio Palleschi, in primo grado nel 2015, era stato condannato all’ergastolo con l’accusa di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. La difesa dell’uomo si appellò e chiese una perizia psichiatrica nei confronti dell’assistito. Il 23 febbraio 2017 la corte d’assise d’appello di Roma – sulla scorta di una perizia psichiatrica, redatta dal professor Stefano Ferracuti, il quale ha riconosciuto la seminfermità mentale e la pericolosità sociale al 47enne per una danno cerebrale dopo un incidente stradale del 1996 – riduce la pena: dall’ergastolo si passa a 20 anni più 3 in una Rems. La Procura generale e la famiglia Palleschi si rivolgono alle Corte di Cassazione. Lo scorso 18 maggio rigetta il ricorso e conferma la sentenza della corte d’assise d’appello di Roma. Ora la sentenza è definitiva ed è stata eseguita, ma viene annunciata l’istanza di liberazione anticipata al Tribunale di Sorveglianza. Dura la reazione della famiglia Palleschi. “Lui porrebbe uscire dal carcere e noi familiari siamo stati condannati a scontare l’ergastolo del dolore”.
