Cassino – Nuova governance Cosilam, alchimia di intrecci e accordi?

Irene Mizzoni
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A parlare è l’ex sindaco di Cassino, Giuseppe Golini Petrarcone che interviene sulla questione Cosilam passando per la Saf e le elezioni provinciali. Nella nota diramata poco fa, ecco il quadro che disegna l’ex sindaco di Cassino.

<<Apprendo dai vari organi di informazione della nuova “governance” del Cosilam, che scaturirà dall’assemblea dei soci convocata per giovedi 26. Dalle indiscrezioni dei vari informatori si legge che la nuova composizione, che sarà alla guida del nostro consorzio industriale, sarebbe stata partorita da un accordo fra il PD e Forza Italia. E nello specifico fra l’ex consigliere regionale Abbruzzese e l’ex parlamentare europeo De Angelis, che sa tanto della spartizione territoriale che perdura da lustri: “sopra a me e sotto a te” – dice Petrarcone – L’operazione di cotanta ars politica troverebbe giustificazione e gratificazione con altre imminenti operazioni ed accordi riguardanti l’approvazione del bilancio SAF e le quasi imminenti elezioni per il rinnovo dei vertici della Provincia. La nuova governance, quindi, vedrebbe il ritorno alla presidenza del Cosilam di Mario Abbruzzese, la Vice Presidenza a Francesco Mosillo e la rielezione a semplice consigliere di amministrazione dell’attuale presidente Pietro Zola, che però avrebbe le deleghe operative. Ci sarà poi un rappresentante nominato per statuto dalla Regione Lazio ed uno dalla Camera di Commercio. Senza entrare in argomenti che rivestono profili giuridici, di cui si occuperanno altri organismi (leggi ANAC), mi voglio limitare ad una analisi squisitamente politica della vicenda. Innanzitutto vorrei sapere se queste scelte sono mai passate al vaglio degli organismi politici del PD sia a livello provinciale che cittadino. La mia è ovviamente una domanda retorica, di cui conosco già la risposta. Mai e poi mai si è discusso sui nomi e sul metodo di tali scelte, e meno che mai sulle relative opportunità politiche. Basterebbe limitarsi ad analizzare e valutare questi fatti per concludere che si è palesemente e reiteratamente inibito una discussione all’interno di un partito, che fa del dibattito democratico un suo punto di distinzione e vanto. Quanto poi al merito delle scelte va dato atto ai contraenti del PD di aver ridato vita e credibilità politica a chi non più tardi quattro mesi fa è stato sonoramente bocciato dall’elettorato, senza ricordare i suoi trascorsi alla presidenza del consiglio regionale e perdipiù rappresenta un partito, Forza Italia, che ormai gli ultimi sondaggi danno ad una sola cifra. A ciò va aggiunto che avrebbe e, ahnoi, avrà il sostegno decisivo del maggior azionista del Cosilam, cioè il Comune di Cassino, fallito, con una amministrazione monca. Ricordiamo che da circa tre mesi a Cassino non vi è più il vice sindaco, sfiduciato, ed ora a bagnomaria, mentre l’assessore al bilancio, proponente del dissesto, è stato costretto alle dimissioni. Per poter permettere ad Abbruzzese di rifare il presidente del Cosilam si ricorrerebbe ad una vera e propria alchimia, che farebbe superare le preclusioni della Legge n. 39/2013, che impedisce ad oggi al sopra nominato di essere presidente del Consorzio Industriale. Nella fattispecie le deleghe del nuovo presidente verrebbero date a Zola, che da semplice consigliere opererebbe alla stregua di un amministratore delegato. Ma non è finita qui: il membro del Consiglio di Amministrazione di nomina regionale sarà non già espressione del PD e quindi del Presidente Zingaretti, ma un grande elettore di Mario Abbruzzese. E’ forse questa una delle contropartite per poter continuare a governare con l’anatra zoppa? E poi ci si meravigliava del consociativismo!!! Dinanzi a tutto ciò il cittadino, prima ancora che il politico – dice ancora Petrarcone – rimane inorridito e subito dopo comprende il perché alcuni partiti, come il PD e Forza Italia, sono stati puniti dagli elettori. Evidentemente le lezioni non sono ancora servite. O meglio, questi personaggi, di fronte allo sfascio di cui si sono resi protagonisti, pensano bene di capitalizzare le ultime risorse loro rimaste, per tirare a campare ancora per qualche tempo. Chi invece pensa che le politica sia qualcosa di molto più importante e serio, si trova davanti ad un bivio: lasciare o continuare, facendo leva sui tanti che credono che cambiare in meglio si può. Io sposo questa seconda opzione, non astenendomi dal censurare quanto sopra. Per ultimo, voglio dire ai miei amici di partito, mutuando un recente commento del “mio” assessore Danilo Grossi, che in questo momento il PD di Cassino non ha motivo di festeggiare alcunché>>.
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